La Nuova Sardegna

Niente chiusure totali per ora paga la scuola

di Umberto Aime
Niente chiusure totali per ora paga la scuola

Da lunedì chiusi tutti gli istituti superiori, prevista solo la didattica a distanza Ospedali al collasso: tra una settimana potrebbero non avere posti liberi

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CAGLIARI. È confermato: la prima ordinanza Stop&go del governatore Solinas sarà sulle scuole. Non su tutte, però: solo sugli istituti superiori. Da lunedì mattina i licei classici, scientifici e tecnici rimarranno chiusi. Scatterà di nuovo la didattica a distanza. Per quanto tempo? Almeno due settimane, ma forse anche tre o quattro. La serrata comprenderà anche le università, che comunque da tempo hanno già ridotto al minimo le lezioni in presenza.

Il conclave. Stando alle indiscrezioni, sarebbe stata proprio questa, chiudere le scuole, la prima decisione ufficiale della neonata e assembleare Consulta politico-tecnica per rallentare l’avanzata del Covid-19. Scelta condivisa in diretta, dopo quattro ore serrate di dibattito, dai due presidenti, il governatore Christian Solinas e Michele Pais per l’Assemblea regionale, dall’assessore alla sanità Mario Nieddu, e dai capigruppo di maggioranza – Franco Mula, Psd’Az, Dario Giagoni, Lega, Francesco Mura, Fdi, Angelo Cocciu, Forza Italia, Aldo Salaris, Riformatori, Roberto Caredda, Sardegna forte, Gianfilippo Sechi dell’Udc – e di opposizione: Michele Ciusa, M5s, Gianfranco Ganau, Pd, Francesco Agus, Progressisti, e Daniele Cocco, Leu. Ma anche dai due portavoce del comitato scientifico, Stefano Vella e Giovanni Sotgiu, e dal direttore generale dell’assessorato alla sanità Marcello Tidore.

Il clima della lunga riunione può essere riassunto in questa battuta: «È stato un vertice schietto e costruttivo dall’inizio alla fine». Ma di sicuro condizionato, soprattutto nei toni, dall’emergenza sanitaria, dai contagi in crescita esponenziale e dagli ospedali al collasso. Comunque, almeno così pare, «i presenti avrebbero tutti evitato lo scontro e intrapreso insieme la strada della responsabilità». Come ha scritto tra l’altro Solinas nel comunicato finale, «la situazione è preoccupante ma l’impegno di tutti sarà totale per vincere questa nuova sfida» e ribadito dai capigruppo: «Non ci saranno decisioni affrettate e generalizzate. Ogni intervento sarà mirato. Dopo quello sulle scuole, gli altri saranno comunicati in anteprima al Consiglio regionale per essere condivisi».

Scuole superiori. Oggi il governatore dovrebbe firmare l’ordinanza numero 49. Lunedì, dopo una domenica che sarà anche elettorale in 156 Comuni, i licei non dovrebbero più riaprire per diverse settimane. Sarà autorizzata solo la didattica a distanza. Il perché della restrizione sarebbe stato motivato così dal comitato scientifico: oggi sono i ragazzi dai 15 ai 25 anni l’anello di congiunzione fra il mondo esterno e le famiglie, che sono l’ultima nuova area critica nella seconda fase della pandemia. Quindi, senza criminalizzare nessuno, è urgente – secondo gli esperti – interrompere immediatamente il flusso quotidiano casa-scuola-casa e anche quello casa-movida-casa. Come? Con la chiusura dei licei e la drastica riduzione dei punti di assembramento serali e notturni. Più lungo sarà lo stop, minori saranno i contagi.

Sistema al collasso. La pressione sugli ospedali è diventata insostenibile. Il conto è stato fatto: se la media quotidiana di nuovi positivi, con sintomi più o meno gravi, dovesse proseguire con gli stessi numeri degli ultimi strappi, da 160 a 300 e oltre, non basterebbero più i posti letto a disposizione – 341, ma 311 sono occupati – e neanche gli oltre 400 previsti fra non molto.

E quindi in meno di una settimana, secondo le stime, basterebbero appena 10-12 ricoveri ogni 24 ore, è quanto accade da settembre in poi, per azzerare il margine di sicurezza. È una soglia insuperabile, hanno ribadito gli esperti, per questo le scuole vanno chiuse, per ridurre così anche la pressione sui trasporti pubblici urbani ed extraurbani. Anche questi al limite, come hanno denunciato gli studenti pendolari in più di un corteo.

Bar, ristoranti e supermarket. Ci saranno nuove prescrizioni, ma non prima di martedì o mercoledì. Una delle griglie possibili è questa: dalle 18 soste vietate davanti ai locali, dalle 21 stop alle consumazioni al bancone e dalle 22 anche se seduti ai tavolini. Dopo le 23 serrande abbassate nei ristoranti.

Di fatto sarebbe un coprifuoco, con in più possibili chiusure anticipate per i centri commerciali (alle 20?) e sempre vietate le aperture domenicali. Il pacchetto delle nuove regole farà parte dell’ordinanza numero 50, che dovrebbe entrare in vigore alla fine della settimana prossima.

Trasporti e sport. Porti e aeroporti, salvo decisioni dell’ultim’ora del Governo, non saranno chiusi, ma diminuiranno i voli. Gli spostamenti saranno ammessi solo per motivi di lavoro, studio e salute. Aumenteranno i controlli sanitari sui passeggeri in arrivo, però stavolta concordati con Palazzo Chigi. Nel nuovo possibile Stop rientrerebbe anche il blocco totale degli sport amatoriali e delle cerimonie, perché l’escalation del Covid-19 va fermata ora.



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