Spettacoli e cultura alzano la voce: «Stop ingiusto»
Non ci sta il mondo dello spettacolo. A differenza del primo lockdown questa volta alza la voce. Sostiene che sia ingiusto lo stop di cinema e teatri, ritenuti luoghi sicuri dopo l'attuazione di...
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Non ci sta il mondo dello spettacolo. A differenza del primo lockdown questa volta alza la voce. Sostiene che sia ingiusto lo stop di cinema e teatri, ritenuti luoghi sicuri dopo l'attuazione di tutte le misure di distanziamento e per il contenimento dei contagi e chiede al governo con appelli e petizioni di fare un passo indietro per non privare della cultura i cittadini in una fase così difficile e non mettere definitivamente in ginocchio i lavoratori del comparto, già duramente provati. Il Dpcm varato dal governo ha confermato le previsioni della vigilia, nonostante i tentativi delle varie associazioni di settore di convincere il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, che la misura non era necessaria. «Chiudere teatri e cinema è stata una scelta dolorosa e difficile ma quando si hanno responsabilità di governo bisogna farsi carico degli interessi generali. In questo momento la priorità è salvaguardare la vita delle persone», ha spiegato Franceschini a Corriere Tv. Il tema - ha chiarito - non è la sicurezza delle sale, che hanno rispettato i protocolli, ma la necessità di ridurre la mobilità.
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