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Olio extra vergine: la ripresa non basta

Olio extra vergine: la ripresa non basta

Meno 45% rispetto alla produzione media, ma meglio del 2019

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SASSARI. Meglio rispetto allo scorso anno e con una qualità altissima, ma la produzione di olio extravergine di oliva in Sardegna è ancora molto lontana da quella media di dieci anni fa. Dopo l’annata da incubo del 2018 (la produzione precipitò a 16.610 quintali) quando all’annata di scaricasi unì l’influsso nefasto delle anomalie climatiche, lo scorso anno ci fu una ripresa (43.750 quintali) comunque insufficiente a ripristinare i livelli di qualche anno prima per quanto riguarda l’elemento principe della dieta mediterranea.

Per il 2020 la stima fatta da Apos (l’Associazione produttori olivicoli sardi) e Coldiretti Sardegna è tra i 45 e i 50 mila quintali, con una leggera crescita che però non deve far dimenticare il dimezzamento, -45 per cento, rispetto alle medie annue ordinarie, che si aggirano intorno agli 85mila quintali (media del quinquennio 2006-2010 - fonte Istat); media scesa a 45.890 quintali nel 2015-2018 (fonte Ismea – Unaprol). Sul banco degli imputati i tanti episodi calamitosi che si sono fatti sempre più frequenti, come siccità, gelate, vento o troppe e violente piogge. Secondo gli espertiti, proprio l’olivicoltura è uno dei settori che maggiormente sta pagando gli effetti dei cambiamenti climatici.

L’agronomo di Apos, Nicola Garippa, spiega che «la stagione quest’anno è partita con largo anticipo (il 20 settembre), rispetto alla solita apertura dei frantoi a fine ottobre. Nel fine settimana, con l’apertura di Lanusei, tutti i frantoi saranno in piena attività. Gli eccessi di caldo di questa estate hanno accorciato il ciclo delle piante che poi, ristorate dalle abbondanti piogge di inizio autunno, sono state portate nelle condizioni ottimali in anticipo». Ed evidenzia come «le aziende anticipano la raccolta perché hanno tecniche di produzione più raffinate e sono sempre più attente alla qualità».

Il centro-nord Sardegna, dopo l’exploit dello scorso anno, ha sostanzialmente tenuto nonostante l’annata di scarica, mentre il sud dell’isola, che nel 2019 aveva fatto cilecca, sembra recuperare (eccetto Oristano dove le gelate tardive hanno lasciato un pesante segno)». Questa volta poi le bizze del clima hanno in parte anche limitato i danni, dato che il forte caldo ha impedito lo sviluppo della mosca olearia.

«Il fatto di avere aziende agricole sempre più strutturate e aperte all’innovazione – dice il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu – consente nonostante tutto di crescere nella qualità e di essere ai primi posti in Italia e nel mondo, come confermano i numerosi riconoscimenti nei più importanti concorsi nazionali e internazionali». (a.palmas)

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