Il virologo Pregliasco: "Dall'indice Rt una speranza per la Sardegna"

«Il calo dovrebbe portare presto alla riduzione dei casi. Ma sarà necessario continuare a seguire tutte le limitazioni, anche a Natale»

SASSARI. ]I presupposti per accompagnare con un pizzico di ottimismo i giorni più cupi dell’epidemia ci sono tutti. Il primo squillo è arrivato l’altro ieri: l’indice Rt, quello che misura la trasmissibilità del virus, è il più basso d’Italia. Il secondo arriva dalle parole di uno dei virologi più esperti e conosciuti, il professor Fabrizio Pregliasco, che immagina un futuro meno complicato per l’isola. A patto che si rispettino le misure di contenimento attualmente in vigore e che la probabile decrescita dei contagi non venga interrotta da un pericoloso calo di attenzione.

Prima di sorridere e tirare un bel sospiro di sollievo bisognerà resistere ancora qualche tempo. Mettere in relazione il calo dell’indice di trasmissibilità con il boom di contagi di questi giorni è complicato. Come è complicato immaginare la fine dell’emergenza quando i reparti di terapia intensiva faticano a soddisfare la domanda di posti letto.

Eppure, dovrebbe essere così: «Perché l’indice Rt è un valore che si deve intendere in prospettiva – spiega Pregliasco –. Quello della Sardegna è particolarmente confortante ma avrà dei riscontri con la realtà solo tra cinque giorni, al massimo dieci. Il numero di contagi non è diminuito perché è prima necessario che decorra il tempo di incubazione della malattia. È probabile che chi viene trovato positivo in questi giorni abbia incontrato il virus tempo fa».

Dunque, se i sardi riusciranno a restare prudenti e ad evitare pericolose leggerezza, l’isola potrebbe occupare la pole position nella griglia delle Regioni con le maggiori possibilità di uscire più rapidamente dall’incubo del Sars-Cov-2

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