Silvia stanca e rassegnata Il killer non ha avuto pietà

Secondo il pm la donna, originaria di Quartu, non ha neanche tentato di difendersi Domani a Pesaro autopsie sul cadavere della donna e su quello del marito suicida

PESARO. Si conosceranno solo nei prossimi giorni quante sono state le coltellate che hanno ucciso Silvia Porceddu, la 41enne di Quartu Sant’Elena assassinata dal marito dopo l’ennesima lite, nell’appartamento alla periferia di Pesaro dove la donna viveva. La famiglia di Silvia Porceddu era originaria di Collinas. Le autopsie sul corpo della vittima e del suo carnefice (morto suicida dopo un volo di 15 metri da un muraglione) sono previste domani pomeriggio nell'obitorio di Pesaro. Saranno eseguite dal medico legale Adriano Tagliabracci, su incarico del sostituto procuratore Silvia Cecchi, che si sta occupando del caso. Il magistrato lavora su due piste: la voglia di vendetta di Mourad Chouaye nei confronti della moglie, che lo aveva fatto finire in carcere, oppure la gelosia nei confronti di una donna considerata troppo “libera”.

Di certo c’è il dolore della piccola frazione di Novilara (un centro di poco più di 500 anime a un passo da Pesaro) dove tutti conoscevano Silvia e il suo difficile rapporto con un uomo dal quale viveva separata ormai da un anno. Una tragedia inaspettata, nonostante le frizioni e litigi tra i due, culminate lo scorso febbraio nella carcerazione di Chouaye, dopo un intervento della polizia in casa, perché aveva picchiato la moglie davanti alle loro due figlie di 7 e 13 anni: lei aveva avuto una prognosi di 10 giorni di cure, lui, che stava scontando ai domiciliari una condanna per reati legati alla droga, era finito in carcere. Una volta scontata la pena, nell'ultima settimana di settembre, gli era stato imposto l'allontanamento dalla casa di famiglia. L’uomo, 44enne originario del Marocco, si era sistemato con i due figli più grandi avuti da un precedente matrimonio, che abitano anche loro a Novilara. Nella casa di famiglia però sarebbe tornato più volte nelle ultime settimane e i vicini li avevano sentiti litigare spesso. Ma Simona Porceddu non lo ha più denunciato, né ha chiesto aiuto alle forze dell'ordine. Forse temeva la reazione del marito, forse si sentiva stanca e sola, con due bambini piccoli da allevare e da proteggere. Stando ai primi rilievi, sembra che anche l’altro ieri non abbia tentato di reagire all'aggressione del suo assassino. Che ha infierito su di lei con due coltelli da cucina. Poi la fuga verso le mura del piccolo borgo e il volo da un’altezza di 15 metri che ha messo anche alla sua vita.

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