Solinas: «Serve più tempo rientro non prima del 18»

Il presidente della Regione annuncia per oggi l’ordinanza sugli istituti superiori «Ancora qualche giorno per prepararsi meglio nei trasporti e nelle strutture»

SASSARI. Molti studenti sardi avevano già ricevuto il calendario delle prossime lezioni: domani in aula, dopodomani a casa e così via. Il tutto programmato a partire dal 7 gennaio, come previsto prima delle feste. Tutto invece è spostato all’11 (ma a molti studenti non è arrivata alcuna comunicazione), anche se in Sardegna, come annunciato, si andrà oltre questo limite. Oggi il presidente della Regione, Christian Solinas, firmerà l’ordinanza che fissa la data di ritorno a scuola negli istituti superiori.

«Domani (oggi per chi legge, ndr) firmerò un’ordinanza che terrà conto dell’esigenza di concedere più tempo nell’organizzazione dei trasporti e degli istituti scolastici - dice il presidente Solinas -. L’ordinanza terrà in piedi i protocolli per gli studenti diversamente abili e quelli per i laboratori degli istituti tecnici. Vedremo di posticipare al 100 degli istituti superiori per il resto degli alunni. La data è in discussione tra il 18 e il 31 gennaio. Comunque sino all’11 non sarebbe rientrato nessuno».

La Regione prende tempo, dunque: «Al momento, per consentire a tutti di organizzarsi meglio, qualche giorno in più può essere utile. Si è alimentata molta confusione. Anche il Governo ha avuto un momento di discussione molto ampio. Il problema ha un’importanza tale che ogni provvedimento va meditato con le dovute attenzioni. La riapertura verrà comunque posticipata rispetto all’11. Cercheremo di prendere il maggior numero di giorni possibili».

L’ordinanza di oggi farà dunque chiarezza su una questione che in questi giorni ha tenuto in sospeso docenti, studenti e famiglie. Si poteva decidere prima? Il presidente Solinas difende l’operato della Regione: «Ci siamo posti il problema dell’impatto che avrebbe avuto una riapertura tout court, soprattutto per la fase dei trasporti. È quello il momento maggiormente complesso e potenzialmente pericoloso: l’assembramento nella fase di trasporto e quello nella fase che precede la didattica. Il problema non è l’aula, la classe, ma tutto ciò che sta di contorno».

Ma l’apparato sarà pronto alla nuova scadenza o si rischia nuovamente di avere aule sicure e pullman strapieni? «Abbiamo lavorato per implementare le corse di trasporto pubblico locale mantenendo la percentuale riempimento al 50 per cento - dice ancora il presidente - È stato un lavoro enorme. Abbiamo anche reperito degli autobus privati. Uno sforzo che costerà al sistema Regione 100mila euro al giorno, oltre 2 milioni a forfait per la riorganizzazione complessiva del servizio. Abbiamo messo impegno e risorse per affrontare questa situazione».

La Regione non ha lavorato da sola: «La riorganizzazione è stata oggetto di confronto con i prefetti, le direzioni scolastiche, gli assessorati. Nel prendere decisioni dobbiamo continuare a seguire la curva epidemiologica che purtroppo si mantiene su un livello che consiglia prudenza - ammette Solinas -. Fatte queste premesse, l’ipotesi di avere un lasso di tempo leggermente più ampio per terminare la riorganizzazione è stata l’opzione maggiormente accreditata. Dobbiamo contemperare la tutela della salute pubblica con le ragioni della didattica in presenza perché la scuola rappresenta un momento di crescita. La Dad può fare una parte, ma introduce un’altra serie di problemi e, a seconda del contesto, può aumentare le differenze».

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