TikTok e Twitch la via di fuga dall’isolamento

Ai giorni d’oggi, i social sono diventati indispensabili nella nostra quotidianità poiché oltre a tenerci in contatto con il resto del mondo ci danno la possibilità di guadagnare e trasformare un...

Ai giorni d’oggi, i social sono diventati indispensabili nella nostra quotidianità poiché oltre a tenerci in contatto con il resto del mondo ci danno la possibilità di guadagnare e trasformare un passatempo in lavoro. In questo periodo così delicato, che ci ha costretto a stare chiusi in casa, loro sono stati la nostra unica ancora di salvezza dandoci la possibilità di farci sentire con i nostri amici e i nostri parenti più cari attraverso chat e videochiamate. Ma non solo, i social ci hanno dato la possibilità di farci tenere compagnia dai nostri idoli o da persone con un alto seguito.

Tra i social network più utilizzati troviamo WhatsApp, Instagram,Twitter, TikTok e Twitch. Grazie a questi punti d’incontro virtuali si ha anche la possibilità, tramite post e video, di sensibilizzare tematiche molto importanti e delicate quali: il bullismo, la violenza sulle donne, lo stare bene con il proprio corpo e disturbi come la tricotillomania ovvero il bisogno di strapparsi i capelli- Inoltre su Twitter gli utenti possono discutere e confrontarsi sugli argomenti di attualità, su ciò che sta accadendo negli USA o in Italia, attraverso gli “hastag di tendenza”.

Durante la quarantena, a marzo, i social che hanno spopolato di più sono stati TikTok e Twitch: il primo dà la possibilità di creare video musicali o brevi sketch che durano non più di sessanta secondi e tra le persone più famose troviamo l’americana Charli D’amelio che vanta un seguito di 106 milioni e mezzo di follower e l’italiano Luciano Spinelli con ben 7 milioni di iscritti, mentre la seconda dà la possibilità di fare delle live dove insieme si gioca con i videogame del momento.

Purtroppo questi mezzi di comunicazione non vengono utilizzati da tutti in maniera adeguata dato che sono presenti su internet i cosiddetti “haters”; loro non li usano correttamente dal momento che vanno a commentare in maniera negativa con insulti e offese un post, rischiando di ferire il soggetto preso di mira e, nei peggiori dei casi, portandolo a farsi sentire sbagliato e diverso dalla società. Spesso è facile trovare e leggere sotto qualche foto di cronaca su Twitter e/o Instagram commenti fuori luogo di persone che istigano all’odio razziale e soci.

*Raffaela e Giulia frequentano il liceo “Margherita diCastelvì” a Sassari

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