Turismo 2021 in Sardegna, richieste ville e grandi spazi: la vacanza si fa a distanza

Il Covid mette in crisi le piccole strutture come b&b e affittacamere. Il settore extralberghiero conferma il flop della bassa stagione. Segnali di ripresa a partire da giugno

SASSARI. L’asticella ferma tra il 5 e il 10 ha avuto un debole sussulto: con le prenotazioni già raccolte si arriva al massimo al 20%. Uno scenario da incubo, in un’isola in cui l’allungamento della stagione turistica è considerato da sempre un must. E invece, per ora e almeno per i prossimi tre mesi, di turismo non c’è traccia. Si parla di extralberghiero, tutto il mondo dell’accoglienza turistica che riguarda bed & breakfast, affittacamere, case private, ville per soggiorni brevi. Anche in questo caso, come nel caso del segmento alberghiero, la stagione inizierà tardi e le presenze saranno concentrate in un arco temporale ridottissimo. Il clima è denso di incognite, legate all’incertezza sulla pandemia e sulla evoluzione dei contagi, e sulla copertura vaccinale. Ma in una situazione così nebulosa e soggetta a cambiamenti radicali e repentini, emerge già una tendenza: la ricerca di spazi ampi, la distanza che non è più una condizione dettata dall’emergenza sanitaria ma diventa una scelta, una sorta di status. E questo si traduce in un diverso modo di vivere la vacanza: più solitudine e meno condivisione, se non con un ristretto gruppo di persone, familiari o amici. Non solo ville di lusso ma anche appartamenti o case vacanza di target e costo inferiore che garantiscono totale autonomia: più in difficoltà invece le strutture con spazi comuni obbligatori come la maggior parte dei b&b e gli affittacamere. Un importante segmento dell’offerta turistica che rischia per il secondo anno consecutivo di rimanere al palo o raccogliere soltanto le briciole.

Mondo extra alberghiero. Maurizio Battelli, 55 anni, cagliaritano è un property manager, cioè gestisce strutture di proprietà altrui, ed è il fondatore di Associazione Extra, che riunisce al momento circa 700 strutture del comparto turistico extralberghiero distribuite in tutta l’isola. Spiega che in assenza di chiarezza sulle regole d’accesso e sulle percentuali di vaccinati, le prenotazioni fatte oggi per l’estate sono altamente a rischio: «Servono per misurare l’interesse che c’è verso la Sardegna. E da questo punto di vista sono abbastanza incoraggianti perché confermano che c’è voglia di viaggiare, di spostarsi dopo tanti mesi di restrizioni e clausura. Ma nessun operatore turistico può fare affidamento su questo: l’imprevedibilità della pandemia ha imposto la massima flessibilità, per cui quello che si prenota oggi può essere cancellato pochi giorni prima senza pagare alcuna penale. È un rischio, ma bisogna correrlo, perché in caso di picco dei contagi, per esempio, chi disdice la vacanza ha tutte le ragioni del mondo». Ma fatte queste premesse, è possibile iniziare a immaginare come sarà la prossima estate. Senza dubbio segnata dalla scomparsa di una discreta fetta di strutture che non hanno le forze o i mezzi per correre rischi dopo il flop del 2020. «Un anno fa circa il 20% degli operatori dell’extralberghiero ha tenuto l’attività chiusa, soprattutto b&b e affittacamere. E la sensazione che lo faranno anche quest’anno – dice Maurizio Battelli – insieme ad almeno un altro 5%».

La situazione. Calma piatta per Pasqua, i pochi b&b che stanno lavorando in questo periodo si trovano nelle grandi città e le prenotazioni che ricevono sono legate prevalentemente a ragioni sanitarie: «Da quando gli ospedali sono stati riaperti alle visite dei parenti c’è un minimo movimento verso Cagliari, come Olbia, Sassari e Alghero dai paesi dell’interno. Niente business travel, compatibilmente con i pochissimi voli a disposizione, e zero traffico turistico. Per quello bisognerà aspettare giugno ma soprattutto luglio: la primavera, periodo preferito dagli stranieri, è persa. Quelle presenze, soprattutto i tedeschi, potremmo recuperarle tra settembre e ottobre: ma dipenderà da una serie di fattori, innanzitutto dalla campagna di vaccinazione in Italia e nei paesi di provenienza. All’estero sono più avanti di noi, quindi è possibile che dopo agosto abbiano raggiunto una copertura vaccinale importante anche tra i giovani o le famiglie, che sono quelle che più si spostano per le vacanze. In ogni caso, l’arrivo dei vaccini anti Covid ha risvegliato il mercato: c’è stato un balzo in avanti improvviso e incoraggiante nelle ricerche sui siti, nella richiesta di informazioni e anche nelle prenotazioni. Significa che la gente ha voglia di viaggiare e lo farà non appena ci saranno le condizioni di sicurezza». Vaccini a parte, dice Battelli, «è importante fare chiarezza sui controlli sanitari nei porti e negli aeroporti: quest’anno siamo preparati, è più semplice disporre di un sistema di screening a tutela della salute di tutti. Ma bisogna decidere in fretta».

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