Cantieri comunali e autompiego contro la crisi

Le imprese del turismo e della ristorazione piegate dal Covid La coordinatrice Zucca: «Crollo delle assunzioni di stagionali»

Una grande casa chiamata Barbagia di Belvì e Mandolisai, dove anche le imprese del territorio sono piccole e hanno una connotazione familiare. Il Cpi di Sorgono – sede decentrata di Aritzo – opera in questo contesto abbracciando come una grande chioccia dodici comuni. Piccoli centri ma ricchi di particolarità dalle foreste dei territori di Desulo, Tonara, Aritzo, Gadoni e Tiana alle colline disseminate di vigneti di Ortueri, Meana Sardo, Atzara, Ortueri. È proprio l’ambiente con le sue risorse ad aver suggerito nel tempo le diverse connotazioni produttive: dal distretto del torrone, del sughero, del materiale lapideo, del pane, del legname e la vocazione turistica. «La conseguenza diretta di questa criticità è la negata possibilità di usufruire di alcuni servizi da parte della popolazione dell’area. Il settore maggiormente colpito dal Covid è quello turistico, della ristorazione, del torrone e ambulante in genere, ciò ha determinato una restrizione delle assunzioni stagionali. Lavoratori che erano impegnati per 6 mesi, si ritrovano con un impegno di 2/3 mesi», spiega Anna Carmen Zucca (nella foto), responsabile del Centro per l’impiego. «Il territorio sta soffrendo, noi ne avvertiamo le difficoltà. Oggi due operatori si occupano anche delle istruttorie legge regionale 22/2020, ossia la legge che prevede il sostegno al sistema economico della Sardegna e la salvaguardia del lavoro a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Parecchi nostri utenti beneficiari ci chiamano per avere informazioni sugli incentivi una tantum». Nel Centro per l’impiego di Sorgono, come in tutti i CPI si erogano i seguenti servizi di accoglienza, orientamento, orientamento avanzato, garanzia giovani, servizi alle imprese, autoimpiego. «Oggi questi servizi sono svolti per la maggior parte on line, ma anche in presenza su appuntamento, quando la situazione contingente lo permette. Gli utenti vengono accolti e rilevati i bisogni, si stipula il patto di servizio personalizzato, che è un accordo tra il Centro per l’impiego e la persona con il quale entrambi assumono reciproci impegni e si definiscono le modalità di erogazione e di utilizzo dei servizi», rimarca la responsabile della struttura. Viene mostrata particolare attenzione agli utenti iscritti al collocamento mirato, che attraverso il servizio specialistico hanno la possibilità di ricercare impiego nelle professionalità a loro riservate. Nella zona sono presenti diversi emigrati: romeni, ucraini, marocchini e in collaborazione con il Cpia , il centro fornisce informazioni sui corsi di lingue in italiano, corsi di formazioni per adulti, di informatica, potatore, inglese soprattutto. Il Cpi con le sue risorse è particolarmente impegnato nell’elaborazione delle graduatorie dei cantieri comunali, infatti con il programma Lavoras saranno attivate in tutti i Comuni del territorio diverse opportunità di impiego. Una boccata di ossigeno importanti, vitale in questo periodo di opportunità bloccate dalla pandemia.

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