Top 1000, le aziende sarde con vista sul futuro

Sabato 17 aprile in omaggio con la Nuova Sardegna lo speciale rapporto sull'economia sarda

“La Sardegna che tornerà a crescere”: con questo titolo La Nuova presentò l’anno scorso il supplemento Top 1000 dedicato alle più grandi aziende dell’isola, ai tantissimi benemeriti sardi che ogni giorno si ingegnano, faticano e creano ricchezza vera. Era metà marzo, l’Italia era entrata in lockdown.

Eravamo spaventati ma continuavamo a ripeterci «Andrà tutto bene» mentre l'economia dell'isola - a cominciare da alcuni settori trainanti (il petrolio, il turismo, i trasporti) - veniva inevitabilmente coinvolta nel crollo generale dovuto alla pandemia. Nessuno poteva immaginare quanto a lungo il Covid ci avrebbe costretto a una quotidianità da reclusi.Domani Top 1000 Sardegna ritornerà in edicola insieme al giornale: 48 pagine di articoli, analisi, numeri. Il titolo di presentazione poteva essere tranquillamente lo stesso di un anno fa. Che la Sardegna torni a crescere è una previsione razionale: peggio di così probabilmente non può andare. Il 2020 è stato pessimo, un bel pezzo di 2021 è già passato tra contagi, morti, vaccini, ristori, polemiche infinite su chiusure e riaperture. I segnali di ripresa economica sono difficili da cogliere, nascosti nelle pieghe dei dati statistici come fiorellini pronti a sbocciare allo sciogliersi della neve. Ma ci sono.Il lavoro della redazione della Nuova ha avuto come sempre il supporto di un nucleo qualificato di esperti. L'Università di Sassari - nostra partner nel progetto "Top" sin dalla prima edizione nel 2018 - ha schierato la squadra del Disea (Dipartimento di Scienze economiche e aziendali). La Camera di Commercio di Sassari, per il secondo anno consecutivo, con il suo Ufficio Studi e statistica ha raccolto i bilanci e contribuito alle analisi. Tra i punti di forza del supplemento i tabelloni della classifica con i bilanci delle mille aziende. Un mare di dati, nomi, scoperte, curiosità.

Top 1000 è il quadro più fresco e aggiornato che si possa dare oggi del mondo imprenditoriale sardo: si basa infatti sui più recenti bilanci disponibili, quelli del 2019. La graduatoria nelle prime posizioni è sempre molto stabile, a partire dal gigante Saras, l'unica società che supera (largamente) il miliardo di euro.Ma va fatta un'importante precisazione. Mai come questa volta la lettura della classifica deve essere accompagnata dalla consapevolezza di quel che è accaduto dopo la chiusura dei bilanci, e dalla lettura in prospettiva di ciò che potrà ancora succedere con la pandemia in corso. Perché il 2019 è stato l'ultimo anno di "normalità". Un anno, per l'economia e le aziende sarde, abbastanza stabile. Le imprese Top 1000 in generale hanno mostrato un discreto incremento dei ricavi e dell'occupazione, non si sono indebitate troppo, non hanno sfigurato nello scenario italiano e internazionale. Ma è chiaro che la classifica che vi proporremo l'anno prossimo (basata sui bilanci 2020 stravolti dal virus) si presenterà completamente diversa, con improvvise cadute e fulminee ascese a seconda di quanto il Covid condiziona i settori di appartenenza delle varie aziende.

Questo per il "chi vince e chi perde" o "chi sale e chi scende", come preferite. La classifica è pur sempre un gioco. La vera domanda è un'altra: quante delle imprese Top 1000 si presenteranno alla ripartenza con le risorse e la grinta necessarie?Non poche. Un'analisi che potrete leggere nel supplemento dimostra che il potenziale di crescita delle aziende sarde Top 1000 è incoraggiante (in un terzo dei casi superiore a quello delle "gemelle" continentali) e fa ben sperare per quando partirà la ricostruzione europea con i 750 miliardi del Recovery Fund.Altro elemento di ottimismo: nonostante la crisi spaventosa legata al Covid, la vivacità imprenditoriale in Sardegna sembra essere costante. Nel 2020 il numero di aziende attive è leggermente aumentato, con un dato migliore di quello italiano. Infine il turismo: l'ultimo anno "normale", pur con buoni numeri, aveva messo ancora una volta in evidenza i limiti del settore, dall'eccessiva stagionalità all'estrema focalizzazione sulle coste, dalle dimensioni eterogenee delle aziende alla fragilità dei trasporti. Il 2020 è stato ovviamente un anno da dimenticare. Anche qui la ripartenza potrà essere l'occasione per ripensare e migliorare. Sono solo alcuni degli spunti che troverete in Top 1000 Sardegna, domani in edicola con La Nuova. Buona lettura.

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