Da lunedì in Sardegna un po’ più di libertà aspettando il giallo

L'isola di nuovo in zona arancione. Stop alle restrizioni più dure. Nieddu: al ministro abbiamo chiesto che questi vincoli durino solo 7 giorni

CAGLIARI. L’arancione è arrivato. Stavolta le previsioni della vigilia sono state confermate dall’Istituto superiore di sanità. Con un indice di contagio ormai stabile sotto quota uno, è sceso allo 0,81 per l’esattezza, la Sardegna ha superato anche l’ultimo e decisivo esame. Dopo 21 giorni consecutivi in zona rossa, da lunedì potrà ritornare a respirare. Con la pubblicazione dell’ordinanza del ministero alla salute, si saprà anche se l’arancione durerà due settimane oppure una sola. Dovrebbero essere due, fino al 16 maggio, stando alle regole finora fissate dal ministero, ma è probabile l’abbuono in corsa della seconda. Perché – come sostiene l’assessore alla sanità Mario Nieddu – «i nostri dati sono sempre più da zona gialla e lo sono ormai da metà aprile». Però la decisione finale sulla durata del nuovo colore dipenderà soprattutto dal prossimo monitoraggio, venerdì 7 maggio.

Situazione migliorata. Nella settimana dal 19 al 25 aprile, l’ultima presa in considerazione dall’Istituto superiore, nessuno dei 21 indicatori previsti dalla cabina di regia nazionale è andato fuori registro. La Sardegna ha recuperato su tutti i fronti. Oltre a essere diminuito l’indice di contagio, è l’R con t, che in passato era arrivato a toccare addirittura quota 1,54, anche tutti gli altri valori sono scesi rapidamente sotto la soglia d’allerta. Ad esempio: i casi positivi ogni 100mila abitanti,che stavolta sono stati 1.089 in una settimana contro gli oltre 1.100 della precedente. Ma anche il rapporto fra il numero di tamponi eseguiti e quelli poi risultati positivi è rientrato nella fascia a «basso rischio», mentre in un recente passato era stato classificato in quella «moderata». Poi, come ulteriore conferma, anche la percentuale di saturazione dei posti letto non s’è mossa rispetto a sette giorni prima: continua a essere del 21 nelle terapie intensive e intorno al 23 negli altri reparti anti-Covid, con un ampio margine di sicurezza rispetto agli allarmi del 30 e del 0 stabiliti dalla cabina di regia nazionale. Dunque, tirando le somme e stando all’ultimo e decisivo monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità, la Sardegna non meritava più di rimanere ancora rossa.


L’obiettivo. Visti proprio gli ultimi valori l'assessore alla sanità, Mario Nieddu, ha sollecitato al ministero che il passaggio dalla zona arancione alla gialla possa essere anticipato a lunedì 10 maggio. «La Sardegna registra dati da zona gialla già da due settimane – le sue parole – mentre la prospettiva è una nostra permanenza di 14 giorni nella nuova fascia. Non può essere, serve una correzione in corsa, e infatti abbiamo chiesto al ministro Roberto Speranza di valutare la possibilità che questo periodo in arancione sia ridotto a una sola settimana. Perché siamo convinti di poter passare più in fretta del previsto in zona gialla sempre che l'attuale andamento al ribasso dei contagi rimanga lo stesso anche venerdì prossimo». Per poi ribadire: «Se invece le settimane in arancione dovessero rimanere ancora due, avremmo il paradosso per cui la Sardegna si troverebbe a scontare 14 giorni in arancione, avendone però già trascorsi altrettanti in rosso ma con dati sempre da zona gialla».

Il traguardo. Per ottenere l’abbuono di una settimana in arancione, però, la Sardegna dovrà passare indenne anche il prossimo monitoraggio. Fra meno di sette giorni, l’Istituto superiore di sanità metterà sotto osservazione la settimana dal 26 aprile al 2 maggio. Solo nel caso in cui, com’è auspicato, l’indice di contagio dovesse continuare a scendere, potrebbe sperare di ritornare in giallo sin da lunedì 10 maggio. Non solo: non dovrà superare neanche la soglia di sicurezza per quanto riguarda i nuovi casi positivi ogni 100mila abitanti e, quindi, non oltre i 400-500 settimanali. Sono proprio questi gli indicatori che faranno la differenza. A preoccupare, però, è il fatto che fra sette giorni l’Istituto superiore di sanità valuterà soprattutto l’andamento della pandemia anche durante il weekend del Primo maggio. Se oggi e domani non saranno rispettate le prescrizioni e soprattutto evitati gli assembramenti, potrebbero essere infatti proprio questi due giorni, semmai vissuti all’insegna di un assurdo e ingiustificato «liberi tutti», a mettere a rischio il successivo azzeramento della seconda settimana in zona arancione. (ua)
 

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