Documento delle Regioni: basta coi colori e l’indice Rt
I governatori trovano un aiuto nella fondazione Kessler: indicatori da rivedere
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CAGLIARI. Addio ai colori e anche al contraddittorio indice di contagio, l’R con t: le Regioni hanno scelto come portare avanti la loro protesta, sempre più compatta, contro le ultime ordinanze del ministero della salute. L’ultima firmata pochi giorni fa dal ministro alla salute, Roberto Speranza, che ha condannato la Sardegna altri sette giorni in arancione, nonostante, come sostenuto sin dall’inizio dall’assessorato alla sanità, «avessimo da tempo numeri da zona gialla».
La proposta. Il pacchetto delle correzioni volanti e necessarie è venuto fuori dalla riunione tecnica della commissione salute della Conferenza delle Regioni, cui ha partecipato l’assessore alla sanità Mario Nieddu. Oggi sarà proposta ai tecnici dell’Istituto superiore di sanità e al ministro. «Siamo fiduciosi, il nostro pacchetto passerà. Con l’estate alle porte, certo non possiamo andare avanti con l’attuale altalena di aperture e chiusure», è stato il primo commento di Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli e portavoce delle Regioni.
Il dettaglio. Per Nieddu «in perfetta sintonia, abbiamo definito come vorremmo che al più presto cambiasse il monitoraggio oggi a monte delle prescrizioni decise di volta in volta dal Comitato tecnico scientifico dell’Istituto superiore di sanità». La prima novità, contenuta nella richiesta delle Regioni, è l’abolizione della tabella dei colori. «Non più rosso, arancione e giallo – spiega Nieddu – ma al loro posto tre fasce stavolta vincolate al numero di positivi ogni 100mila, più i ricoveri negli ospedali, e quindi non più solo all’indice di contagio, appunto l’R con t». Nel dettaglio la nuova griglia dovrebbe essere questa: oltre i 150 casi conclamati settimanali, sempre rispetto al target dei 100mila residenti, i territori saranno considerati ad alto rischio, medio fra 50 e 150 e basso sotto quota 50. «Però – sempre secondo l’assessore – stavolta il peso reale della diffusione del contagio dovrà essere supportato, come ho detto all’inizio, anche dall’indice R con ospedaliero. Cioè: quanto i nuovi casi accertati finiranno per incidere sui posti letto disponibili in terapia intensiva e sub intensiva». Per essere ancora più chiari: il passaggio da una fascia all’altra non sarà più dettato, com’è accaduto anche in un recente passato, solo dall’esistenza di uno o più focolai, ma anche dalla gravità dei casi accertati e quindi dal loro impatto reale sugli ospedali.
Lo spiraglio. In serata l’ipotesi avanzata dalle Regioni è stata sostenuta anche dalla Fondazione Bruno Kessler, tra l’altro ideatrice dei 21 parametri su cui è fondata l’attuale tabella dei colori: «Ammettiamo – si legge in dichiarazione dell’epidemiologo matematico Stefano Merler – che soprattutto l’indice dei ricoverati ci permetterebbe di monitorare meglio l’aspetto più importante: la malattia grave che richiede le cure ospedaliere. Oggi grazie alle vaccinazioni diffuse, invece, gli effetti del virus pare essere molto più blandi e quindi più controllabili sotto l’aspetto sanitario». Di conseguenza, l’Rt ospedaliero sarebbe «più puntuale rispetto a quello sull’incidenza territoriale, comunque da tenere sempre sotto controllo». Messo al corrente della proposta delle Regioni anche da parte del Comitato tecnico scientifico del ministero ci sarebbe stata una prima apertura: «È vero, con il nuovo calcolo, vincolato in particolare ai ricoveri, i dati raccolti sarebbero più recenti e realistici visto che non risalirebbero più a una o due settimane precedenti, come invece accade con i colori. Ma soprattutto ci permetterebbero di valutare meglio l’impatto della pandemia su quella che è la prima frontiera da tenere sotto costante controllo, gli ospedali».
L’ottimismo. Sempre secondo l’assessore Nieddu nella proposta è contenuto anche un altro aspetto importante. «Dare alle Regioni – sottolinea – la possibilità di svincolarsi dall’obbligo di chiusure su larga scala, ma una volta individuati gli eventuali focolai territoriali, sottoporre a prescrizioni stringenti solo quei Comuni e non tutta una regione». In conclusione, Nieddu è convinto che, alla fine, la richiesta di rivedere i parametri passerà: «Di sicuro partirà una trattativa. Non sarà facile, ma vedrete che prima dell’estate spariranno i colori e l’R con t non sarà più un’ingiusta spada di Damocle sulla testa di residenti e turisti». (ua)
La proposta. Il pacchetto delle correzioni volanti e necessarie è venuto fuori dalla riunione tecnica della commissione salute della Conferenza delle Regioni, cui ha partecipato l’assessore alla sanità Mario Nieddu. Oggi sarà proposta ai tecnici dell’Istituto superiore di sanità e al ministro. «Siamo fiduciosi, il nostro pacchetto passerà. Con l’estate alle porte, certo non possiamo andare avanti con l’attuale altalena di aperture e chiusure», è stato il primo commento di Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli e portavoce delle Regioni.
Il dettaglio. Per Nieddu «in perfetta sintonia, abbiamo definito come vorremmo che al più presto cambiasse il monitoraggio oggi a monte delle prescrizioni decise di volta in volta dal Comitato tecnico scientifico dell’Istituto superiore di sanità». La prima novità, contenuta nella richiesta delle Regioni, è l’abolizione della tabella dei colori. «Non più rosso, arancione e giallo – spiega Nieddu – ma al loro posto tre fasce stavolta vincolate al numero di positivi ogni 100mila, più i ricoveri negli ospedali, e quindi non più solo all’indice di contagio, appunto l’R con t». Nel dettaglio la nuova griglia dovrebbe essere questa: oltre i 150 casi conclamati settimanali, sempre rispetto al target dei 100mila residenti, i territori saranno considerati ad alto rischio, medio fra 50 e 150 e basso sotto quota 50. «Però – sempre secondo l’assessore – stavolta il peso reale della diffusione del contagio dovrà essere supportato, come ho detto all’inizio, anche dall’indice R con ospedaliero. Cioè: quanto i nuovi casi accertati finiranno per incidere sui posti letto disponibili in terapia intensiva e sub intensiva». Per essere ancora più chiari: il passaggio da una fascia all’altra non sarà più dettato, com’è accaduto anche in un recente passato, solo dall’esistenza di uno o più focolai, ma anche dalla gravità dei casi accertati e quindi dal loro impatto reale sugli ospedali.
Lo spiraglio. In serata l’ipotesi avanzata dalle Regioni è stata sostenuta anche dalla Fondazione Bruno Kessler, tra l’altro ideatrice dei 21 parametri su cui è fondata l’attuale tabella dei colori: «Ammettiamo – si legge in dichiarazione dell’epidemiologo matematico Stefano Merler – che soprattutto l’indice dei ricoverati ci permetterebbe di monitorare meglio l’aspetto più importante: la malattia grave che richiede le cure ospedaliere. Oggi grazie alle vaccinazioni diffuse, invece, gli effetti del virus pare essere molto più blandi e quindi più controllabili sotto l’aspetto sanitario». Di conseguenza, l’Rt ospedaliero sarebbe «più puntuale rispetto a quello sull’incidenza territoriale, comunque da tenere sempre sotto controllo». Messo al corrente della proposta delle Regioni anche da parte del Comitato tecnico scientifico del ministero ci sarebbe stata una prima apertura: «È vero, con il nuovo calcolo, vincolato in particolare ai ricoveri, i dati raccolti sarebbero più recenti e realistici visto che non risalirebbero più a una o due settimane precedenti, come invece accade con i colori. Ma soprattutto ci permetterebbero di valutare meglio l’impatto della pandemia su quella che è la prima frontiera da tenere sotto costante controllo, gli ospedali».
L’ottimismo. Sempre secondo l’assessore Nieddu nella proposta è contenuto anche un altro aspetto importante. «Dare alle Regioni – sottolinea – la possibilità di svincolarsi dall’obbligo di chiusure su larga scala, ma una volta individuati gli eventuali focolai territoriali, sottoporre a prescrizioni stringenti solo quei Comuni e non tutta una regione». In conclusione, Nieddu è convinto che, alla fine, la richiesta di rivedere i parametri passerà: «Di sicuro partirà una trattativa. Non sarà facile, ma vedrete che prima dell’estate spariranno i colori e l’R con t non sarà più un’ingiusta spada di Damocle sulla testa di residenti e turisti». (ua)
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