La Nuova Sardegna

La tragedia di Tortolì, in ospedale la madre di Mirko lotta ancora per la vita

Paola Piras
Paola Piras

Il sindaco Cannas: «Momento durissimo, ma evitiamo reazioni istintive e stiamo vicini alla famiglia»

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TORTOLÌ. La furia omicida che si scatena, la fuga e le ricerche dell’aggressore, il fermo dell’uomo e la reazione inferocita della folla che si assiepa di fronte alla caserma dei carabinieri e cerca di linciare Shahid Masih. Sono i drammatici fermo immagine di una storia a tinte fosche che impongono una riflessione. Alcuni spunti li propone il sindaco di Tortolì, Massimo Cannas, che ha visto con i suoi occhi la rabbia montare. «Per la nostra comunità questo è un momento particolarmente duro, siamo tutti fortemente scossi da quanto accaduto. Percepiamo un clima surreale di sconforto e non ci sono parole adeguate per descrivere il dramma che stiamo vivendo – dice il primo cittadino rivolgendosi ai suoi concittadini –. La nostra comunità è stata colpita duramente ma si devono evitare reazioni istintive e restare vicini ai familiari di Mirko e della sua mamma, come siamo sicuri anche loro vorrebbero. Dobbiamo restare uniti. Ci sono stati attimi concitati, in un momento di grande dolore e di nervosismo, che però non inficiano l’integrità della nostra comunità, la quale è sempre stata aperta, ospitale, integrata».

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Il sindaco prosegue nelle sue riflessioni, sperando possano placare gli animi più inquieti: «Siamo stati colpiti anche noi – osserva – da un fenomeno che forse ci sembrava lontano: ma la violenza sulle donne non conosce confini geografici. Il presunto autore è stato preso dopo poche ore da solo, isolato. Allontanato dalla sua stessa comunità che qui è pienamente integrata e pacifica e che, anzi, si è messa subito a disposizione. Ringraziamo gli inquirenti, tutte le forze dell'ordine, in particolare l'Arma dei carabinieri, che lo ha celermente arrestato».

Cannas si aspetta che dal sistema giudiziario arrivi una riposta in termini di pena certa, veloce e proporzionata alla gravità dell’accaduto. I suoi pensieri sono rivolti a Paola che lotta con tutte le sue forze per sopravvivere e si trova ricoverata in gravi condizioni, ma stabile, nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Lanusei: «Siamo in attesa di ricevere notizie confortanti sulla sua situazione. A nome del Consiglio comunale ringraziamo sentitamente i medici e il personale dell’ospedale di Lanusei che si stanno prodigando con tutte le loro energie e senza sosta nel prestarle le migliori cure per strapparla a un destino crudele». Siamo vicini a tutta la famiglia e ci stringiamo a loro in un abbraccio affettuoso in questo momento di dolore». Una vicinanza concreta grazie alla sottoscrizione aperta dalla Diocesi di Lanusei insieme al Comune di Tortolì affinché si possa aiutare la famiglia ad affrontare il futuro, recuperando non solo forza morale ma anche risorse economiche. La sottoscrizione per i familiari della durata di due mesi ha come causale: "Ricordando Mirko" utilizzando l'Iban IT13B0101585330000070763689, intestato Diocesi di Lanusei (g.f.)
 

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