La Nuova Sardegna

Lunghe file ai controlli: in cento restano a terra

di Antonello Palmas
Lunghe file ai controlli: in cento restano a terra

Registrazione anti Covid: la Grimaldi attende ma poi deve far partire la nave La compagnia: troppi in ritardo o non iscritti a Sardegna Sicura. I turisti: è falso

4 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Oltre un centinaio di passeggeri che avrebbero voluto imbarcarsi per Olbia sul traghetto “Cruise Sardegna” della Grimaldi sono rimasti intrappolati nelle lungaggini dei controlli anti Covid e dopo, un’inutile coda in attesa al gate, si sono visti chiudere in faccia i portelloni della nave, che è partita senza di loro dal porto di Livorno. È successo domenica alle 21,30 – come racconta il quotidiano Il Tirreno – e subito dopo è cominciata una sorta di scaricabarile di responsabilità per quanto accaduto, con la compagnia che attribuisce le colpe di quanto accaduto al ritardo con cui alcuni passeggeri si sono presentati alla partenza, senza aver effettuato l’iscrizione al portale di “Sardegna Sicura” e quindi senza l’obbligatorio Qr code per chiunque sbarchi sull’isola. Ma molti di loro, che comunque sono stati rimborsati o a scelta riprotetti sulle partenze del lunedì alle 10,30 e 22,30 e sono quindi arrivati ieri sera o questa mattina a Olbia, affermano di essersi invece presentati in perfetto orario e con tutte le carte in regola per partire, accusando Grimaldi di dare una versione di comodo dell’accaduto. Diversi però ammettono di essere arrivati un’ora prima, il che non creava problemi quando non c’erano i controlli anti-Covid.

La nave – fa sapere Grimaldi – avrebbe dovuto imbarcare 608 passeggeri e 305 auto al seguito (oltre ad alcune decine di veicoli commerciali). A restare bloccati a Livorno domenica sera «una cinquantina di auto e camper, fra le cento e le 150 persone – dice al Tirreno un imprenditore di Varese, Stefano Pozzi, che comunque parla di un’ottima assistenza da parte della compagnia, che secondo lui non avrebbe colpa – con alcune di loro che hanno dormito sulle poltrone della biglietteria, in macchina o in un albergo a pochi chilometri, come noi». E racconta: «Nei controlli erano tutti molto impreparati, visto che ci sono voluto 3-5 minuti per macchina e si è creata questa coda. Immagino che la Grimaldi non potesse ritardare la partenza della nave…». Ci sono stati anche momenti di tensione quando i cancelli sono stati chiusi e qualcuno, spinto dalla rabbia, li ha forzati aprendoli, ma la polizia di frontiera marittima ha riportato la calma.

In una nota la Grimaldi, scusandosi per l’accaduto, dà però la sua versione sull’accaduto, spiegando che «come da prassi, tutti i passeggeri avevano ricevuto allegate al biglietto le condizioni generali, in cui è specificato che occorre presentarsi al gate d’ingresso al porto almeno due ore prima della partenza della nave». E che «purtroppo varie decine di passeggeri si sono presentate al gate intorno alle 20.30, la maggior parte dei quali senza aver ricevuto il Qr code di “Sardegna Sicura”, che il vettore è obbligato a controllare al momento dell’imbarco». «Nonostante il gate d’ingresso alla nave chiuda, per regolamento, mezz’ora prima della partenza, la compagnia – dice ancora la Grimaldi – ha deciso di mantenerlo aperto per altri 15 minuti per agevolare gli ultimi arrivati a completare il documento richiesto dalla Regione ma, causa problemi tecnici al sito, alcuni non ci sono riusciti. Alle 21.15 il gate di accesso è stato chiuso con il risultato che circa 60 persone non sono riuscite ad imbarcare. Tutti i passeggeri rimasti a terra sono stati invitati a cambiare a costo zero il biglietto per la partenza di questa mattina o di stasera. Ad oggi, la maggioranza di loro sono stati riprotetti e sono partiti con la nave delle 10.30», i rimanenti su quella delle 22.30 di ieri.

Quando i passeggeri che erano rimasti a terra sono finalmente riusciti a mettere piede sul traghetto per la Sardegna, hanno registrato un video a bordo, che il Tirreno ha pubblicato sul suo sito: «Ciò che dice la Grimaldi sul fatto che siamo arrivati in ritardo, non è vero – hanno detto – Proveniamo da tutta Italia, alcuni anche dall'estero. Siamo arrivati tutti puntuali e con i documenti in regola. Ma al porto ci hanno fatto accomodare in fila, senza controllarci niente. Noi ordinatamente abbiamo aspettato, però la coda era lunghissima e non procedeva mai. Alle 21.15 ci siamo chiesti perché e dopo un po' ci siamo resi conto che i cancelli erano chiusi ed eravamo rimasti a terra. Nessuno ci aveva detto niente e nessuno finora ci ha dato spiegazioni».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
La crisi

Sos sanità, cittadini in fila all’alba per accaparrarsi un medico di base: nell’isola mancano 451 professionisti – I numeri dell’emergenza

di Luigi Soriga
Le nostre iniziative