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Addio Ats, l’Ares inizia a vedere la luce

Addio Ats, l’Ares inizia a vedere la luce

Aggiornato il progetto che prevede il ritorno a 8 Asl. Il via libera forse ad agosto

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SASSARI. La giovane Ats sta per uscire di scena per fare spazio alla neonata Ares. La nuova riforma della sanità, che segue di pochi anni l’ultima targata Pigliaru, prende sempre più forma. Il nuovo passo avanti è annunciato nella delibera con cui il commissario straordinario, Massimo Temussi, ha aggiornato il Progetto che definisce le linee guida per l’avvio di Ares - che si occuperà di appalti e personale - e delle 8 Asl: Cagliari, Sassari, Olbia, Nuoro, Ogliastra, Oristano, Medio Campidano e Sulcis-Iglesiente. Stando ad alcune indiscrezioni, ad agosto la riforma dovrebbe tagliare il nastro. L’ultima delibera – fa sapere la Ats-Ares – costituisce il più importante obiettivo raggiunto dalla gestione commissariale. Già a dicembre – prosegue – era stato proposto «un dettagliato progetto di scorporo che includeva i passaggi organizzativi per l’avvio delle nuove Aziende sanitarie». Ora, con l’obiettivo di dare un ulteriore contributo al progetto di riforma in corso, Temussi, in tandem con la direzione amministrativa, il gruppo di lavoro interno di Ats, ha aggiornato il progetto di avvio dell’Ares cercando di garantire, allo stesso tempo, la continuità dei servizi. «La riforma organizzativa – sottolinea l’ufficio del commissario Temussi – richiede una complessa e articolata programmazione, coordinamento e monitoraggio, con il coinvolgimento di tutti i soggetti e la partenza di cantieri operativi per macro funzioni, secondo un preciso calendario». In contemporanea, nell’aggiornamento del progetto, è previsto anche «un primo assetto organizzativo in cui sono definite competenze e funzioni di Ares e delle Asl». Per poi sottolineare: «L’organizzazione iniziale è un primo inquadramento delle funzioni, mentre in un momento successivo sarà meglio definita l'intera organizzazione in ordine a dipartimenti e strutture». Stando a una mappa ancora ufficiosa, la riforma dovrebbe scattare ad agosto, anche se prima dovranno essere definite le tappe di passaggio non solo delle competenze, ma anche del personale, delle proprietà immobiliari e delle risorse finanziare dalla struttura commissariale all’Azienda regionale e alle Asl. In ogni caso, la macchina è stata avviata e l’operazione potrebbe concludersi con diversi mesi d’anticipo rispetto alla scadenza ipotizzata di fine anno. Nel frattempo, però, la riforma dovrà essere corretta dal Consiglio regionale per quanto riguarda l’elenco dei futuri manager, per evitare che il Governo insista nel ricorso davanti alla Corte costituzionale. Poi, a giugno, scade anche il contratto dei nove commissari, Temussi compreso, nominati mesi fa per traghettare la sanità fino alla riforma.

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