La Nuova Sardegna

LA TESTIMONIANZA 

«Faccio questo lavoro da 21 anni e rispetto le regole, ma i furbi ci sono»

«Faccio questo lavoro da 21 anni e rispetto le regole, ma i furbi ci sono»

SASSARI. «Il consiglio che do a chi si rivolge a una attività di Compro Oro è pesare prima gli oggetti nella bilancia di casa: poi moltiplicate i grammi per la quotazione e avrete un risultato. Se...

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. «Il consiglio che do a chi si rivolge a una attività di Compro Oro è pesare prima gli oggetti nella bilancia di casa: poi moltiplicate i grammi per la quotazione e avrete un risultato. Se quello del Compro oro risulta più basso fatevi una domanda. Se la differenza è minima ci può stare, ma se è notevole rivolgetevi a un altro. Io faccio questo lavoro da 21 anni e non ho mai avuto alcun problema proprio perché agisco con correttezza e rispetto delle regole». Mario Lai, 56 anni, è titolare di Oroservice e opera a Sassari (2 sedi) e a Porto Torres. Quando sente dire che durante la pandemia il volume d’affari dei Compro Oro è raddoppiato, scuote la testa: «Le cose non stanno proprio così, almeno non nel mio caso e in questo territorio. Anche noi abbiamo pagato un prezzo alto, per diversi mesi abbiamo dovuto tenere le serrande abbassate. Io che ho 5 dipendenti spero di resistere e non mandare a casa nessuno». Mario Lai ricorda che la crisi economica in Sardegna è iniziata prima del Covid e sottolinea che il vero incremento degli affari c’è stato alcuni anni fa: «Tra il 2014 e il 2015, ancora con i postumi della grande crisi esplosa nel 2008, la gente si rivolgeva a noi per vendere tutto l’oro che aveva: le catenine dei Battesimi, gli orologi delle Cresime, gli anelli, le spille, i ciondoli. Ora quei regali per le cerimonie non sono più comuni. Posso confermare che la maggior parte li vendeva perché non aveva i soldi per mangiare o per pagare le bollette. In quel periodo, vista la domanda, le attività sono aumentate: tanti sportelli, tutti con quotazioni differenti, molti regolari, altri no, tutti in concorrenza tra loro». Un mercato affollato dove, secondo Lai, resiste solo chi è leale con il cliente: «Si parte dalla quotazione che dipende dalla caratura e oscilla ogni giorno. Se l’oro a 18 carati (quello tipico da gioielleria ndr) è quotato 33 euro a grammo, io pago quella somma. C’è chi invece paga di meno, e questo è sbagliato e controproducente, perché il cliente beffato è un cliente perso. E c’è anche chi fa la cresta sul peso, per questo consiglio a tutti di utilizzare prima la bilancia a casa». L’altra regola alla quale non si può sfuggire «è la richiesta dei documenti a chi vende l’oro e i preziosi – dice Lai –: il passaggio preliminare prevede la compilazione di una scheda in duplice copia con la descrizione degli oggetti che dovranno essere fotografati insieme al documento d’identità del venditore. Noi abbiamo l’obbligo di conservare i file fotografici per 10 anni e di metterli a disposizione delle forze dell’ordine: in questo modo si riesce a individuare la merce rubata e venduta all’ignaro Compro Oro». Capita spesso? «Diciamo che le regole stringenti, come quella del pagamento in contante sino al massimo di 500 euro, sono un ottimo deterrente. Ma succede di essere raggirati e di acquistare oggetti rubati. È capitato anche a me ma ho dimostrato immediatamente la mia totale estraneità all’atto criminale proprio perché avevo seguito la procedura di legge. Anzi, in quei casi siamo noi a rimetterci, perché recuperare i soldi spesi è praticamente impossibile». (si. sa.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Sos differenziata

Emergenza plastica, i siti di stoccaggio sono al collasso: stop alla raccolta in decine di Comuni, si rischia il blocco totale – Cosa sta succedendo

Le nostre iniziative