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Da lunedì in zona bianca Solinas: «Restiamo prudenti»

Da lunedì in zona bianca Solinas: «Restiamo prudenti»

L’isola riassapora la libertà: niente coprifuoco, rimangono mascherine e distanze Stavolta ci sono anche Molise e Friuli. Nuovo monitoraggio il 4 giugno

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CAGLIARI. Zona bianca da lunedì e senza più il limite del coprifuoco. Dopo la parentesi di marzo, finita però in malo modo, dal 31 maggio la Sardegna sarà di nuovo libera in tutto e per tutto. Dai matrimoni ai concerti, dai ristoranti al chiuso fino ai centri commerciali nei fine settimana: le porte sbarrate sono finite. O almeno sarà così fino al monitoraggio del 4 giugno, perché, nel caso in cui dovessero risalire i contagi, scatterebbe immediata la retrocessione in giallo.

Il via libera. Letto l’ultimo monitoraggio della Cabina di regia nazionale, il ministro della salute, Roberto Speranza, ha confermato quanto si sapeva da tempo: la Sardegna è una delle tre regioni, le altre sono Molise e Friuli Venezia Giulia, in cui la curva della pandemia ormai si è appiattita per tre settimane consecutive. Rispetto alla penisola, l’indice Rt, è la probabilità di contagio, è sceso più velocemente e s’è consolidato sotto la soglia dello 0,6. Anche il numero medio giornaliero di casi, nella finestra 17-23 maggio, è rimasto sempre lontano dal tetto massimo, sotto i 50 ogni 100mila abitanti, e quello settimanale s’è comportato allo stesso modo. Infine, negli ospedali Covid, le terapie intensive e sub intensive hanno continuato a non essere sotto stress. In tre parole, «una situazione ottimale», ha confermato l’Istituto superiore di sanità, per poi classificare la Sardegna a «basso rischio». Altrettanto ha fatto l’Europa, colorando di giallo, che corrisponde al bianco nazionale, la Sardegna sulla mappa del Vecchio Continente. Dunque, è arrivata una promozione su larga scala. Ora sarà importante non sprecare il vantaggio, com’è acceduto invece a marzo, con l’illusione durata purtroppo solo una manciata di giorni.

Tre soli obblighi. Da lunedì le uniche prescrizioni saranno: la mascherina, il distanziamento fisico, l’igienizzazione delle mani e un continuo cambio d’aria. Tutti gli altri divieti non ci saranno più, a cominciare dall’azzeramento del coprifuoco alle 23. Attenzione, però, a dettare i comportamenti continueranno a essere i protocolli del Comitato tecnico scientifico nazionale. Nei ristoranti al chiuso, ad esempio, i «clienti dovranno indossare sempre la mascherina quando non sono seduti al tavolo», dove i posti autorizzati non dovranno essere più di sei e distanziati di almeno un metro. Le stesse regole dovranno essere rispettate in «qualsiasi altro locale per evitare il rischio assembramenti». Confermata la riapertura delle discoteche, ma vietati i balli in pista. Via libera anche per matrimoni, banchetti, sagre e concerti: chi entrerà dovrà avere con sé il Pass nazionale, cioè l’essere stato vaccinato almeno con la prima dose, oppure l’esito di un tampone negativo eseguito 48 ore prima.

Non è un tutti liberi. Proprio per non ripetere lo scivolone di marzo, stavolta l’attenzione dovrà essere massima. A ribadirlo è il governatore Christian Solinas: «Serviranno prudenza e senso di responsabilità da parte di tutti per difendere gli importanti risultati raggiunti sul piano epidemiologico. Oggi possiamo finalmente guardare avanti con rinnovato ottimismo. Il ritorno in zona bianca – prosegue – segna un nuovo punto di partenza per i sardi dopo tanti sacrifici. Ma ricordiamoci che il virus fa ancora paura e quindi non possiamo e non dobbiamo abbassare la guardia». Per l’assessore alla sanità, Mario Nieddu, «la cancellazione del coprifuoco è stata una scelta di buonsenso che va nella direzione auspicata, così come il cambio della tabella dei colori, su cui abbiamo insistito con forza ogni volta che ci siamo confrontati col Governo e gli esperti dell’Istituto superiore di sanità». Per concludere: «Da lunedì mattina ritorneremo alla normalità che però non dovrà tradursi in un abbassamento del livello d’attenzione nei confronti del Covid. Alla vigilia della stagione turistica – è la conclusione dell’assessore Nieddu – il poter ritornare in zona bianca è una grande opportunità e ognuno dovrà fare la propria parte per difendere questo risultato, raggiunto soprattutto grazie all’aumento delle vaccinazioni». (ua)

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