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La Regione verserà 88 milioni in meno alle casse dello Stato

La Regione verserà 88 milioni in meno alle casse dello Stato

Indennizzo sulle mancate entrate fiscali a causa del virus Fasolino: «Serve un altro sconto». Mura: «Più soldi per l’isola» 

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SASSARI. La Sardegna avrà uno sconto di 88,22 milioni sugli accantonamenti del 2021, come indennizzo per le minori entrate fiscali a causa della pandemia. Nel decreto «Sostegni bis», il governo Draghi ha calcolato l’entità di un secondo abbuono per le casse della Regione. Il primo risaliva a qualche mese fa ed era stato di 18 milioni. Tirate le somme, quest’anno la Sardegna verserà allo Stato 106 milioni in meno come contributo per ridurre almeno in parte il debito pubblico. Contributo che sarebbe dovuto essere di 380 milioni. «È un secondo bonus importante – conferma l’assessore al bilancio Giuseppe Fasolino – L’abbiamo ottenuto dopo una lunga trattativa col Governo. Però siamo ancora in credito: oggi le mancate entrate fiscali sfiorano i 130 milioni. Quindi, dobbiamo recuperare ancora una ventina di milioni». In attesa che questa partita si chiuda, i soldi finora ottenuti rimarranno comunque a disposizione della Sardegna e potranno essere contabilizzati nel bilancio.

La trattativa. Il confronto col Governo è andato avanti per mesi. Non è stato facile smuovere le resistenze del ministero per l’economia. Ma alla fine è stato il peso dei numeri, leggi il minor gettito fiscale, a pesare più di ogni altra considerazione. Infatti fra le Regioni autonome alla Sardegna è stato riconosciuto lo sconto più alto: 88,22 milioni contro i 63 della Sicilia o i 43 del Friuli Venezia Giulia. Alle Speciali il ministero ha abbuonato 260 milioni sulla quota prevista per gli accantonamenti.

La soddisfazione. «In questo frangente storico la leale collaborazione tra Istituzioni è stato fondamentale per gettare le basi della ricostruzione, e il decreto legge Sostegni bis s’è dimostrato un tassello rilevante di questa operazione». Ad affermarlo, in una nota, è Romina Mura, deputata del Pd e presidente della commissione lavoro della Camera. «Il Governo – aggiunge – ha tenuto conto della perdita di gettito provocata dalla pandemia, trasferendola sulla fiscalità dello Stato. Lasciando quindi alla Regione una maggiore capacità di spesa. Avere a disposizione più soldi sarà un passaggio essenziale per garantire servizi e investimenti, e va riconosciuto al Governo di aver fatto propria questa necessità rappresentata dalle Regioni a Statuto speciale».

Il futuro. Stando all’assessore Giuseppe Fasolino, dovrà esserci comunque una terza puntata nella trattativa col Governo. Quel residuo di circa 20 milioni, dopo i 106 d’abbuono, dovrà essere infatti al centro di un nuovo confronto. «Noi sappiamo bene – sostiene la Regione – quanto ha inciso la pandemia sul sistema economico fino a ridurre al minimo il gettito fiscale. Perché, in questa situazione di evidente crisi, le imprese hanno versato molte meno tasse e imposte, come l’Iva, nelle casse dell’Erario. Poi ci sono state le maggiori spese affrontate per l’emergenza sanitaria, avevano bisogno di questa boccata d’ossigeno, anche se un terzo sconto sugli accantonamenti ce lo aspettiamo a breve scadenza». (ua)

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