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Sardegna e Sicilia alleate sull’insularità

Sardegna e Sicilia alleate sull’insularità

Dal webinar interregionale nasce un patto per il riconoscimento costituzionale

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SASSARI. È stata l’occasione per tracciare una linea comune tra le due grandi isole italiane che, partendo dalla medesima condizione di svantaggio naturale, punta al futuro. Un futuro che per i promotori non può che essere il riconoscimento costituzionale del principio di insularità. Il webinar “Sardegna e Sicilia unite: insieme si vince” di ieri era promosso dal vicepresidente della Regione siciliana, Gaetano Armao, e dal presidente della commissione insularità del consiglio regionale sardo, Michele Cossa. Dagli interventi è emersa sintonia tra i rappresentanti dei maggiori partiti in Parlamento, così come voglia di sostenere vicendevolmente le proposte di legge costituzionali e statutarie presentate dalle due regioni in materia: la Sardegna ha un progetto di legge costituzionale di iniziativa popolare per l’inserimento nella Costituzione italiana del riconoscimento della condizione di insularità (già approvato in commissione in Senato); in Sicilia c’è un progetto di legge per inserire il principio nello Statuto regionale (all’esame della commissione della Camera).

«La questione dell’insularità non può essere ridotta a una semplice richiesta di risorse – ha detto Cossa – : le isole hanno bisogno degli strumenti normativi e di pianificazione necessari per ottenere un livello di competitività pari almeno alle regioni della terraferma. Oggi abbiamo un importantissimo alleato insieme al quale riusciremo a portare a casa un risultato straordinario, inauguriamo una vera e propria alleanza, tesa a far valere insieme le proprie ragioni anche a Bruxelles, perché la condizione di insularità sia riconosciuta come un vuoto socio-economico da colmare nella prossima programmazione europea».

Per Gaetano Armao «i costi dell’insularità (1.300 euro per ogni siciliano e 5.700 per ogni sardo, ha detto il docente Carlo Amenta, dell’università di Palermo) pesano su ogni aspetto della vita e delle attività dei cittadini. Fare riconoscere costituzionalmente o statutariamente l’insularità vuol dire farli uscire dalla condizione di cittadini di serie B». Romina Mura, deputata Pd, ha sottolineato come il ragionamento sul tema «deve essere legato al monte di risorse che potremo spendere da qui al 2026. Serve una battaglia perché le isole diventino strategiche per lo sviluppo dell’Italia e dell’Ue». Tra le personalità più note in collegamento anche la deputata Stefania Prestigiacomo (Fi), per la Sardegna c’erano Emilio Floris, Carlo Doria, Salvatore Deidda, Lina Lunesu, Roberto Deriu ed Emiliano Fenu. (a.palmas)

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