Contagi stabili e niente vittime rafforzano la zona bianca

Il monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità ha lanciato alcuni allarmi Ma dopo due settimane di libertà il numero di nuovi casi è contenuto

SASSARI. È diventato un modo di dire ricorrente, tanto da trasformarsi quasi in un trito luogo comune. Ma così è: ora più che mai è vietato abbassare la guardia di fronte alla pandemia. Che mostra di segnare il passo, ma non è sconfitta. Soprattutto ora che la campagna vaccinale rischia di subire un rallentamento.

I numeri per ora lanciano segnali confortanti, ma anche qualche piccolo avvertimento. Il bollettino quotidiano dell’unità di crisi regionale nell’ultimo aggiornamento racconta di un’isola dove in 24 ore ci sono stati 21 nuovi contagi e nessuna vittima. Ma c’è anche un leggero aumento dei ricoveri nei reparti non intensivi (due in più che portano il totale 85) mentre nelle terapie intensive la situazione è rimasta immutata.

Sono stati effettuati 3.725 test rispetto al dato precedente e il tasso di positività è sceso allo 0,5 per cento. Le persone in isolamento domiciliare sono 11.981, i guariti 43.443 (+22). Sul territorio, dei 56.997 casi positivi complessivamente accertati sinora, 14.921 (+5) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 8.667 nel Sud Sardegna, 5.161 a Oristano, 10.947 (+3) a Nuoro, 17.287 (+12) a Sassari.

La situazione, quindi, al momento è sotto controllo, ma con lo stop agli AstraZeneca e la possibilità che si arrivi in ritardo alla attesa immunità di gregge (con il 70 per cento della popolazione vaccinata) e con l’estate alle porte, ora più che mai è indispensabile fare esercizio di prudenza.

Il monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità, relativo alla settimana tra il 31 maggio e il 6 giugno, ha portato la Sardegna, unica fra le regioni d’Italia, a un livello di rischio “moderato”. Nulla che possa compromettere l’attuale classificazione da zona bianca, ma comunque un segnale da non sottovalutare. Ieri il report settimanale è stato pubblicato dall’Iss e spiega nel dettaglio quali sono i punti su cui in Sardegna si dovrà prestare attenzione e quelli su cui, invece, si può stare tranquilli.

Non c’è allarme, ad esempio, per la situazione degli ospedali: tutti gli indicatori sono ampiamente al di sotto della soglia di allarme, sia per le aree mediche che per le terapie intensive.

È cresciuto, ma resta sotto l’1, l’indice Rt.

Non ci sono “molteplici allerte di resilienza”, ma è segnalata una “allerta relativa alla resilienza dei servizi sanitari territoriali”. C’è poi un aumento dei casi (percentuale di variazione settimanale intorno al 10 per cento) e anche un allarme sulla “abilità di testare tempestivamente tutti i casi sospetti”.

Per ora tutto entro i limiti e zona bianca assicurata. I contagi sono sotto controllo», ha detto il presidente Solinas. Ma l’invito alla prudenza e al mantenimento delle precauzioni è tutt’altro che superfluo.

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