Il maestrale soffia e rianima le fiamme ancora in volo elicotteri e canadair

ABBASANTA . Quella di ieri è stata un'altra giornata campale sul fronte della lotta agli incendi. Con la complicità del maestrale, nel primo pomeriggio le fiamme sono ripartite da Bonorchis, località...

ABBASANTA . Quella di ieri è stata un'altra giornata campale sul fronte della lotta agli incendi. Con la complicità del maestrale, nel primo pomeriggio le fiamme sono ripartite da Bonorchis, località poco distante dall'area in cui lunedì si è sviluppato il primo focolaio. Il rogo è stato circoscritto intorno alle 17,30 grazie all'intervenuto due canadair, tre elicotteri regionali, le squadre del Corpo forestale, i volontari della protezione civile e i vigili del fuoco del distaccamento di Abbasanta, che poi hanno effettuato le operazioni di bonifica. Altri due incendi sono divampati a Bosa e Masullas.

La ferita inferta al patrimonio ambientale del comune del Guilcier è grave e profonda. L'enorme apparato dell'antincendio e l'intervento preventivo dei proprietari hanno scongiurato il coinvolgimento di bestiame e danni ai fabbricati agricoli e alle abitazioni, ma per molte colture e aree boschive non c'è stato nulla da fare. Nelle ultime 48 ore sono andati in fumo circa 300 ettari di pascoli alberati, macchia alta, oliveti, vigne e querce secolari. Ventiquattr'ore prima le fiamme avevano aggredito anche numerosi esemplari di sughere presenti all'interno del parco di Sant'Agostino. Dal villaggio erano stati fatti precedentemente evacuare i bambini della colonia estiva, che insieme ai 48 scout prelevati dalla base di San Martino hanno trascorso la notte a cavallo di lunedì e martedì al Caip, per rientrare a casa in mattinata. Ancora non si conoscono il valore effettivo del patrimonio naturalistico devastato dall'incendio e l'ammontare delle perdite economiche subite dalle aziende agricole e dai tanti hobbisti che possiedono un appezzamenti di terreno a Funtana Cannas, la zona più colpita.

«L'amministrazione comunale farà una stima dei danni non appena rientrerà l'emergenza. La priorità, ora, è di portare a termine le operazioni di spegnimento», ha detto ieri la sindaca Patrizia Carta prima di recarsi sul luogo da cui sono ripartite le fiamme. Le indagini per appurare eventuali responsabilità circa la natura del rogo sono in corso, anche se sembra prevalere la tesi dell'origine dolosa.

Ma se le azioni volontarie determinano conseguenze gravi, lo stesso effetto producono le omissioni, aspetto su cui ha voluto mettere l'accento ieri il prefetto di Oristano, che ha lanciato un appello e un monito a tutti i soggetti deputati all'attività di prevenzione nei siti rurali, urbani e turistici. Fabrizio Stelo ha invitato i cittadini a prestare la massima attenzione per ridurre al minimo le situazioni di rischio e ha richiamato chiunque ricopra dei ruoli di responsabilità al rispetto delle prescrizioni contenute nei piani di prevenzione: «Vanno adottate tutte quelle cautele – ha ricordato il funzionario – che consentano di contrastare le azioni che possono determinare l'innesco di incendi».

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