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La Cassazione autorizza l’estradizione

Si opponevano alla richiesta della Francia già accolta dalla corte d’Appello. Per il quarto giovane udienza il 5 agosto


06 giugno 2022 di Gianni Bazzoni


SASSARI. Cade anche l’ultima chance per i pescatori di Sorso interessati da un mandato di cattura europeo con l’accusa di resistenza e minaccia a pubblico ufficiale e violazione della riserva naturale delle Bocche di Bonifacio. Per i primi tre giovani (di 21, 27 e 32 anni), la Cassazione ha respinto il ricorso presentato dai legali Marco Salaris, Mario Perantoni, Luca Sciaccaluga e Luigia Crabu (nei prossimi giorni si conosceranno anche le motivazioni). Per il quarto (di 37 anni) componente del gruppo di pesca, invece, è stata fissata l’udienza per il prossimo 5 agosto.

Ora, la procedura di estradizione prevede una formula abbastanza snella (riferita appunto agli sviluppi del “Mae”, il Mandato di arresto europeo) e saranno le autorità francesi a compiere le prossime mosse e, quindi, a richiedere la consegna dei pescatori da sottoporre a giudizio. L’Italia - espletati i vari passaggi, con il pronunciamento della corte d’Appello e poi della Cassazione – non si potrà opporre. Per il momento i quattro giovani dovranno rispettare l’obbligo di firma nella stazione dei carabinieri di Sorso.

La corte d’Appello di Sassari si era pronunciata il 15 giugno decidendo che i tre pescatori dovevano essere estradati alle autorità francesi. La decisione era arrivata all’esito della camera di consiglio del collegio di giudici formato dal presidente Maria Teresa Lupinu e dai consiglieri Marina Capitta e Maria Grixoni. Il procuratore generale aveva chiesto l’accoglimento della richiesta di consegna e i difensori dei tre giovani avevano chiesto chiaramente il rigetto. I giudici avevano rilevato che i vari criteri previsti dalla legge affinché un mandato di cattura europeo sia considerato regolare, sono stati rispettati. E per questo hanno disposto la consegna ai francesi. Inoltre, la corte d’Appello aveva precisato che i pescatori, dopo essere sottoposti a processo ed essere eventualmente condannati a scontare una pena o una misura privativa della libertà personale, dovranno essere rinviati in Italia. Procedimento differenziato, invece, per il quarto uomo che ora dovrà attendere il pronunciamento della Cassazione fissato per il prossimo 5 agosto.

I pescatori di Sorso sono accusati dalla giustizia francese dei reati di violenza e minaccia contro pubblico ufficiale, ostacolo alle funzioni di un funzionario, violazioni di reati in materia ambientale, pesca all’interno di un’area destinata a riserva naturale protetta. Reati che si sarebbero consumati nella riserva naturale il 2 luglio 2020. E ora ne dovranno rispondere davanti al tribunale di Ajaccio, che col mandato di arresto europeo ha chiesto appunto la consegna dei tre prima e del quarto. Secondo le accuse i pescatori sarebbero stati sorpresi a pescare nell’area tutelata al largo del Capo di Roccapina, nei pressi degli Îlots des Moines, e prima di darsi alla fuga verso le acque territoriali italiane avrebbero minacciato i guardiani con i fucili da sub. Mentre la ricostruzione fornita dai quattro pescatori è nettamente discordante.

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