I danni dei roghi estivi, ora Santu Lussurgiu teme le piogge

Rete Montiferru e Planargia: con tanti boschi in fumo il pericolo frane è reale

CUGLIERI . L’incendio del Montiferru, con la particolare intensità ed estensione del fuoco, potrebbero aver intaccato le caratteristiche idrologiche, pedologiche, geomorfologiche, sedimentologiche e idrauliche dei bacini idrografici con cui ha interferito. E le piogge che verranno, violente e concentrate nel tempo e nei luoghi, potrebbero aggiungere distruzione a distruzione. È ciò che ipotizza la neonata Rete Montiferru e Planargia: «Il recente rogo – spiega l’associazione – ha distrutto case, aziende agricole, animali, ma soprattutto ha cancellato la protezione dei suoli che boschi e macchia garantivano. Dobbiamo intervenire subito e con mezzi adeguati: il decreto governativo di emergenza prevede per la Sardegna una somma complessiva di 2 milioni di euro, insufficiente anche solo per cominciare ad affrontare seriamente il rischio idrogeologico». E in particolare Santu Lussurgiu è il paese più esposto: «I versanti montani colpiti dall’incendio sono composti per buona parte da frane, che venivano naturalmente stabilizzate dal bosco. Si può quindi supporre che su pendenze elevate le frane giacenti, in assenza del bosco, saranno più vulnerabili all’erosione».

La Rete Montiferru e Planargia ritiene dunque prioritario che il territorio a monte del paese sia sede di un intervento straordinario e preventivo di manutenzione idraulico-forestale, per scongiurare, per quanto possibile, gli effetti devastanti dei flussi iperconcentrati – come abbiamo già visto a Bitti nel novembre 2020 – che sarebbero in grado di ostruire i due canali tombati e i principali attraversamenti della rete viaria di collegamento al centro abitato.
 

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