La terza dose è realtà in tutta l’isola

Secondo uno studio nei malati oncologici anticorpi giù in soli 9 mesi. Ieri un decesso e 49 casi, ma il virus arretra 

SASSARI. La chiamano “booster”, per noi è la terza dose del vaccino, ma il termine inglese rubato al terminologia missilistica (è il razzo che fornisce la spinta necessaria a staccare il veicolo spaziale dalla rampa di lancio) rende bene l’idea di ciò a cui serve, far decollare definitivamente la campagna anti Covid. La terza dose per i fragili è ormai partita in tutta l’isola: dopo il via dato dall’Aou di Sassari otto giorni fa, lunedì anche Olbia e La Maddalena hanno cominciato, così come il Brotzu a Cagliari e l’hub di San Gavino Monreale con i pazienti nefropatici dell’Assl di Sanluri, e ancora Oristano e Nuoro. Quindi si passerà alle altre due categorie, ultraottantenni e personale sanitario over 60. La terza dose, dice il ministero della Salute, «va somministrata dopo almeno 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario» e sarà solo con vaccino a mRna (quindi Pfizer o Moderna). «È ragionevole pensare che con il passare tempo si passi alla terza dose per tutti, ma occorre sempre stabilire le priorità» ha detto il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, «ci affidiamo all'Aifa e al comitato tecnico scientifico cui rinnoviamo la nostra fiducia».

Lo studio sugli oncologici. Scelta, quella della terza dose, che appare quantomai opportuna dopo i risultati di uno studio secondo il quale gli anticorpi anti Sars-Cov-2 nei pazienti oncologici si possono azzerare dopo circa 9 mesi rispetto ai 16 dei pazienti sani. A dirlo è Francesco Cognetti, professore di oncologia medica alla Sapienza e direttore dell'oncologia medica al Regina Elena di Roma nel corso della presentazione dei dati di uno studio organizzato dall’università capitolina sui vaccini anti Covid-19 nei malati di tumore. «Dati preliminari in corso di pubblicazione – spiega Cognetti – mostrano a questo riguardo una notevole diminuzione del tasso anticorpale nei pazienti oncologici in trattamento attivo a 6 mesi dalla prima dose, diminuzione molto più significativa rispetto ai sani, ed una previsione di azzeramento degli anticorpi in questi pazienti a circa 9 mesi rispetto ai 16 mesi di quelli sani. È la conferma nel corso del tempo degli stessi fattori clinici già dimostratisi correlati con la diminuzione della immunoreattività umorale. Questi dati, quindi, sono di indubbia utilità nella selezione delle priorità temporali alla somministrazione della terza dose nei malati».

Il bollettino. Nel frattempo la pandemia nell’isola continua a perdere terreno (tanto che si programma di smantellare alcuni hub vaccinali) nonostante nelle ultime 24 ore i contagi risultino aumentati rispetto al giorno prima (49 contro 21): ma occorre analizzare i dati su base almeno settimanale senza guardare troppo alle variazioni giornaliere, ed è indubbio che il virus stia mollando la presa. Il meridione dell’isola è ancora il più colpito (18 nuovi casi a Cagliari, 21 nel sud Sardegna), mentre nel Sassarese i contagi sono solo 6, nel Nuorese 3, nell’Oristanese 1. C’è un solo decesso, un uomo di 80 anni residente nella Città metropolitana di Cagliari, il tasso di positività cala all’1,1% (ieri era all’1,8%), perché fra molecolari e antigenici sono stati eseguiti molti più tamponi, 4.121. Continua inoltre a scendere la pressione sugli ospedali: i pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 14 (-1), quelli in area medica 140 (-3). E scendono anche le persone in isolamento domiciliare, che sono 2.194 (-196).

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