Continuità aerea a Volotea, Ita non ci sta: ricorre al Tar e annuncia querele per Todde

L’assessore ai trasporti in Consiglio: «La compagnia italiana non ha i requisiti». La replica: «Dichiarazioni lesive della nostra immagine e professionalità»

CAGLIARI. Dal duro botta e risposta, in Consiglio regionale, al ricorso, davanti al Tar, annunciato da Ita, con l’aggiunta di una querela che «presenteremo a carico dell’assessore ai trasporti Giorgio Todde». Dal comunicato del governatore Christian Solinas, perentorio nel sottolineare «le solite Cassandre, quelle che profetizzavano il disastro, da noi, ancora volta, sono state sconfitte con i fatti». Fino alla richiesta di dimissioni dell’assessore Todde: «Abbia l’umiltà di andar via», sparata dalle opposizioni sempre in Consiglio regionale. Il primo giorno della nuova continuità territoriale – da oggi affidata a Volotea – è stata una giornataccia. È volato di tutto fra accuse, stracci e carte da bollo, meno che gli aerei.

Lo scontro. Di prima mattina, in aula, Giorgio Todde aveva detto fra l’altro nell’arringa: «Ita è stata esclusa dal bando solo perché, secondo la commissione, non ha dimostrato di avere i requisti tecnici minimi, soprattutto gli aerei, per garantire la continuità territoriale». In serata la neonata compagnia di bandiera ha replicato: «Smentiamo quanto affermato dall’assessore. Con le sue frasi, ha leso la nostra professionalità. In queste ore, abbiamo ricorso al Tar proprio contro i motivi per cui siamo stati esclusi e contestiamo anche la procedura d’invito alla seconda gara». Non è finita: «Nei prossimi giorni – prosegue Ita – ci tuteleremo nelle sedi opportune, perché l’assessore, con le sue parole, ha leso l’immagine della nostra società». Come e dove proseguirà quest’ultima sfida? Di sicuro in qualche aula giudiziaria.

L’assessore. In Consiglio regionale, molto prima della furiosa reazione di Ita, Giorgio Todde, ha ricostruito la recente e tumultuosa cronaca della continuità territoriale aerea. «È stata una corsa contro il tempo, ad ostacoli, ma l’abbiamo vinta». Ha poi puntualizzato, acceso più di un cero, e infine dichiarato convinto: «Vedrete, andrà tutto bene». Oggi – ha proseguito – «quello che abbiamo pubblicato a settembre, era l’unico bando possibile», perché ormai, in questi anni e in particolare negli ultimi mesi, «è sempre più evidente l’ostruzionismo dell’Europa verso la Sardegna» e «senza l’appoggio reale, forte, continuo, del Governo nazionale, con Bruxelles c’è stato un muro contro muro e rischiamo lo stesso in futuro». Le rotte in continuità territoriale assegnate a Volotea? «Oggi abbiamo ottenuto il miglior risultato possibile. Dopo essere stati costretti a pubblicare il bando in fretta e furia. Solo a fine agosto c’è stato comunicato l’addio ufficiale di Alitalia. Non solo. Appena quaranta giorni fa, è arrivato il via libera dal ministero dai trasporti». In una frase: «Abbiamo agito nell’emergenza e sempre con il fiato sul collo della Commissione europea, che, più volte, s’è dimostrata rigida e ostile su ogni nostra proposta che non fosse il loro preteso libero mercato». Ma allora perché, alla fine, Bruxelles ha timbrato il lasciapassare? «Perché si è resa conto che senza uno straccio bando, la Sardegna sarebbe rimasta isolata».

Il dibattito. Le opposizioni di centrosinistra e i Cinque stelle hanno denunciato tutt’altro: «Siete andati in confusione, avete chinato il capo ancora prima di combattere. Assessore, dovrebbe dimettersi». Da Eugenio Lai, Leu, a Giuseppe Meloni, Pd, da Francesco Agus, Progressisti, a Roberto Li Goi, M5s, è stato un fuoco di fila: «Qual è la vostra politica sui trasporti? Nessuno ancora l’ha capito. Avete buttato via due anni mezzo, nonostante gli annunci elettorali, poi dimenticati in fretta. Avete ritirato per spocchia il bando, ormai pronto, presentato dalla giunta Pigliaru senza avere un’alternativa realizzabile. Con quest’ultima gara, fallimentare, avete decretato la fine anticipata della continuità territoriale. Viste le premesse, anche il prossimo bando sarà un disastro». La maggioranza di centrodestra, seppure nel silenzio della Lega – il partito dell’assessore Todde non è intervenuto – ha scelto una terza via, quella della rivendicazione. «Fino a quando i problemi della Sardegna rimarranno solo problemi dei sardi, e non nazionali, continueremo purtroppo a essere emarginati dappertutto, anche nei trasporti aerei e navali», ha detto Michele Cossa dei Riformatori. Giuseppe Talanas, Forza Italia, ha proposto: «Istituiamo una commissione permanente sulla continuità territoriale. Dobbiamo difenderci, per non essere spazzati via dalla Commissione europea». Giovanni Satta, Psd’Az, ha insistito: «Il Governo italiano, non importa di che colore sia, non può più lasciarci sempre da soli in questa sacrosanta battaglia per la mobilità. Invece finora è accaduto proprio questo. Deve sostenerci per abbattere i paletti imposti dall’Europa». Francesco Mura, Fdi, ha lanciato una proposta: «Impegniamoci ad individuare un nuovo modello che vada bene ai sardi e a Bruxelles. Esiste? Sì, dobbiamo solo trovarlo».

Il presidente. Alla fine della prima, complicata, giornata della nuova continuità aerea, Christian Solinas ha diffuso un comunicato. «Abbiamo garantito ai sardi la prosecuzione del servizio senza interruzione e senza aggiungere altri disagi a quelli determinati dall’incertezza e dal prolungarsi di una procedura che i nostri uffici sono riusciti a rendere la più rapida possibile, stringendo i tempi in modo inedito, encomiabile». Per concludere: «Sia chiaro, questo è solo un punto di partenza, una tappa intermedia di durata breve. Il nostro vero obiettivo è garantire un sistema stabile e duraturo e infatti siamo già al lavoro per il nuovo bando biennale».

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