Dall’economia sarda arrivano i segnali di una timida ripresa

La trimestrale del Banco di Sardegna. Si registra un ritorno alla crescita, sia pure ancora debole. L’Istituto conferma una robusta solidità con conti in utile

CAGLIARI. Il Banco di Sardegna chiude i primi nove mesi del 2021 con un utile lordo di 10 milioni, in presenza di poste negative non ricorrenti per 51 milioni; escludendo tali poste il risultato lordo si sarebbe attestato a 61 milioni di euro, in crescita del 10,3% rispetto al risultato di un anno prima (55,3 milioni) L’utile netto arriva a 9,3 milioni.

Importante il dato sui finanziamenti netti a clientela, che salgono a 7,2 miliardi, con la componente in bonis in crescita di 104 milioni mentre scende di 90 milioni quella deteriorata (-24,1%); un calo che porta gli indici di solidità del Banco, in linea con quelli della capogruppo Bper, nella fascia alta degli istituti di credito nazionali. Di rilievo anche le nuove erogazioni di mutui casa da inizio anno per 439 milioni, segno di un mercato in netta ripresa dopo il calo del 2020.

In ulteriore miglioramento la qualità del credito, che registra una riduzione dell’incidenza dei crediti deteriorati lordi sul totale dei finanziamenti, dal 9,8% all’8,8%. Il grado di copertura dei crediti deteriorati sale al 57,7% dal 49,8% di dicembre 2020, ben più della media nazionale, ferma al 46 per cento.

Continua anche la politica di ridizione delle spese per il personale. I costi della gestione scendono a 176,6 milioni (-7,6 milioni a), con le spese per il personale a 97,7 milioni – 4,7 milioni.

Importante il dato sul margine di interesse, che segna la capacità della banca di operare profittevolmente nel mercato del credito, con un terzo trimestre segna un’inversione di tendenza registrando un incremento dello 0,7 pr cento sul trimestre precedente, dopo cinque trimestri con raffronti negativi. Sul fronte degli impieghi è risultato positivo l’andamento del comparto finanziamenti a lungo termine (+295 milioni, +4,9%) che con 6,3 miliardi rappresenta l’87,7 per cento del totale dei finanziamenti. I conti correnti si attestano a 541,8 milioni, in diminuzione di 236 milioni, da ascrivere per la gran parte al calo delle posizioni infragruppo. Anche il Banco, come quasi tutte le banche nazionali, ha in portafoglio una quantità considerevole di titoli di Stato. Nel nostro caso i titoli in portafoglio ammontano a 1,6 miliardi (-2,3 per cento) e di questi 1,2 miliardi sono stati emessi dal Tesoro.

Soddisfatto il direttore generale del Banco, Giuseppe Cuccurese. «L’andamento di questi nove mesi del 2021 è nel segno della continuità positiva evidenziando una crescita sostenibile sul fronte dei ricavi ed un contenimento virtuoso dei costi di gestione. In particolare evidenza la crescita delle commissioni (+13,9%), che sono salite al 47,8% della loro incidenza sul primo margine, confermando quindi il trend ormai pluriennale di progressivo arricchimento dell’attività caratteristica della banca con la consulenza e l’intermediazione verso nuovi prodotti finanziari. Siamo molto soddisfatti del raggiungimento di un risultato della gestione operativa superiore ai 108 milioni, in crescita del 12,8% rispetto al settembre 2020, che ci ha consentito di assorbire il maggiore impatto, per 46,5 milioni, delle rettifiche su crediti non ricorrenti ascrivibili all’aggiornamento dei modelli valutativi alle più recenti indicazioni normative».

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