La pasta di alta qualità nasce a Cabras

I fratelli Manunza hanno lanciato una linea dedicata: 'Mont'e Trigu' Nella azienda agricola vengono prodotti anche meloni ed elicriso

L'azienda Manunza è fra le ditte agricole di Cabras che stanno conoscendo una forte espansione, grazie alla scommessa (vincente) di diversificare la propria produzione e accompagnare prodotti di qualità a un marketing innovativo. Ai meloni e alle angurie tipici del Sinis, i fratelli Manunza hanno aggiunto di recente la coltivazione dell'elicriso e il lancio della linea di paste di alta qualità 'Mont'e Trigu', scelte imprenditoriali che stanno dando loro ottimi risultati sia a livello di vendite, sia nel gradimento espresso dai consumatori. «L'azienda è nata grazie a mio padre Eliseo, che oggi non c'è più, – racconta Massimo, uno dei due titolari – e ora è gestita da me e da mio fratello Salvatore. Lui si occupa della coltivazione delle terre e la segue, io mi divido fra l'attività nei campi e il marketing, che amo. Grazie agli studi fatti e all'esperienza, ho maturato la convinzione che il prodotto vada valorizzato anche a livello di marchio, oltre che garantendo la qualità». La ricetta dà risposte positive. «Al momento la nostra azienda produce grano, angurie e meloni, olio d'oliva ed elicriso. Il microclima del Sinis ci consente di immettere sul mercato prodotti di alta qualità». La novità più importante è rappresentata dal lancio di una nuova linea di paste. «Il grano, grazie alla partnership con il pastificio Brundu di Torralba, viene trasformato nelle paste Mont'e Trigu, così chiamate dal nome della collina dove coltiviamo il cereale - spiega Massimo Manunza -. Abbiamo iniziato con un solo formato, e in questi ultimi mesi ne abbiamo immessi sul mercato ben quindici, introducendo anche le minestre. Il nostro progetto prevede la valorizzazione del dialetto cabrarese-campidanese: così le nostre paste hanno i nomi sardi originali più qualche nome di fantasia».

Fra le paste ci sono ad esempio S'accutzadura de canna (le pennette), is Arriaas (i fusilli), i Lisangias (le tagliatelle), i Marraconis longus (gli spaghetti n°5), i Pippaious (le mezze penne), mentre fra le minestre troviamo is Ave Marias (i ditini) e is Findeus (Capelli d'Angelo). «Uno degli ultimi formati lanciati sono 'Is Fastiggius', - dice Massimo - che ho chiamato così perché sembrano due persone che amoreggiano (ride, ndr). La nostra pasta è un prodotto di qualità destinato al momento a un mercato di nicchia. La vendiamo a ristoranti, botteghe, enoteche e piccoli negozi, in Sardegna, in Italia e in Europa, e pensiamo che ci sia la possibilità di estendere ulteriormente la platea degli acquirenti». Un'altra novità è costituita dalla coltivazione dell'elicriso. «Da questa pianta ricaviamo un distillato alcolico, un olio essenziale e l'idrolato», precisa Massimo. Senza dimenticare i prodotti tipici del Sinis: «Produciamo le angurie con il nostro marchio Cocomerillo e i meloni Prameri, che è il soprannome della nostra famiglia. - sottolinea Manunza - Abbiamo inoltre il meloncino asciutto del Sinis, da noi ribattezzato Eliseo in onore di nostro padre. Oltre a questo nei nostri campi produciamo olio d'oliva di alta qualità e valorizziamo il grano duro Senatore Cappelli, da cui si ricavano la semola e la farina». Il prossimo step sarà l'adozione di un marchio unificato per il settore. «Nel nostro percorso abbiamo dovuto superare delle difficoltà ambientali - spiega Massimo –. Ora sogno di mettere d'accordo gli altri imprenditori agricoli del territorio per adottare un marchio unificato con cui vendere i prodotti di Cabras nel Mondo. Ho anche pensato a un simbolo, che ho realizzato grazie al nostro grafico Walter Mulas e alla disegnatrice Bettina Brovelli: richiama un occhio di un gigante con un timbro vintage. Ci vorrà tempo ma siamo convinti che sia la scelta vincente per il futuro».

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