Il Ministero sollecita la Regione non risponde

Da agosto manca l’intesa per il rigassificatore al porto canale di Cagliari

CAGLIARI. Domattina è previsto l’incontro decisivo sul decreto “Sardegna-Energia” tra il ministro della Transizione Ecologica Cingolani e il presidente della Regione Solinas. A meno di imprevisti dell’ultima ora l’incontro, via video, sarà l’ultimo atto prima dell’atteso invio della bozza del decreto a Palazzo Chigi, dove i tecnici e i collaboratori del presidente del Consiglio Draghi effettueranno le ultime verifiche tecniche prima della firma del Premier, in calendario per i primi giorni della prossima settimana.

L’occasione dell’incontro tra Cingolani e Solinas servirà forse a oliare un dialogo che sia sul piano politico che su quello amministrativo risente di lentezze, incomprensioni e silenzi imprevisti. Silenzi che riguardano il passato prossimo, più che il presente, se è vero che nelle ultime ventiquattro ore, proprio in attesa del confronto finale, si sono svolti e si svolgeranno incontri informali tra tutte le parti interessate. Oggi ad esempio è prevista una riunione in Regione su Portovesme, con tutti i oggetti pubblici e privati interessati. Analoghe riunioni, in un tavolo permanente tra sindaci, associazioni di imprese e territoriali, sono in programma oggi a Sassari. Quel polo industriale rientra nel futuro decreto, sia dal lato della produzione tramite metano che su quello dello stoccaggio del gas, che dovrebbe avvenire con una nave gasiera stabile rifornita da bettoline, ma forse senza le quantità e le potenze produttive prestabilite che hanno creato forti dubbi al sistema industriale del nord Sardegna.

Ma la fretta di arrivare a una posizione condivisa e credibile da parte dei diversi territori, che dovrebbe essere poi sintetizzata domani da Solinas si scontra con i ritardi che in questi mesi hanno rallentato i processi decisionali. Ne è un esempio lo stop alla procedura autorizzativa per il rigassificatore presentato da Sardinia Lng sull’area del porto canale di Cagliari. A marzo la società aveva ricevuto il decreto di compatibilità ambientale dai ministri della Transizione Ecologica e dei Beni culturali e Ambientali. Subito dopo erano arrivati i pareri positivi di Aeronautica, Agenzia delle Dogane, Enac, Capitaneria di Porto, Comune di Cagliari e Autorità di sistema Portuale. A quel punto la struttura tecnica del ministero, il 9 agosto, concede agli enti ulteriori trenta giorni per le osservazioni e chiede alla Regione di formulare l’intesa, atto previsto per legge che chiude la parte autorizzativa e fa aprire i cantieri. Fonti vicine al dossier fanno sapere che da allora nonostante i ripetuti inviti, dalla Regione non è arrivata alcuna risposta. Un silenzio che solo in parte può essere giustificato dal periodo estivo, e che non può d’altronde essere spiegato con l’assenza del decreto “Sardegna-Energia” che sarà definito domani, perchè quell’investimento andrebbe avanti a prescindere dall’inserimento del porto di Cagliari nel sistema di perequazione tariffaria del metano, che a oggi prevede, come da legge, solo le aree industriali di Porto Torres e Porto Vesme e quelle limitrofe “allineate” ai prezzi regolati della penisola. Del resto non è neppure escluso che l’ultima versione del decreto, proprio per non “ingabbiare” gli investimenti lasci aperta la disponibilità agli operatori su dove proporre nuovi impianti. Da questo punto di vista Cagliari non sarebbe alternativo a Portovesme, anzi potrebbe essere da molti punti di vista complementare.

Sul futuro decreto interviene anche Legambiente Sardegna, che in una nota del responsabile energia Vincenzo Tiana, si dichiara «preoccupata» per le voci sulla struttura finale del decreto. Secondo Legambiente la Regione deve varare «con urgenza un programma di attuazione del comparto delle rinnovabili, che deve essere pronto al 2030 per poter attuare la giusta transizione, che chiaramente comporta un percorso normativo programmatico e sociale per raggiungere l’obiettivo utile a superare le opposizioni alle rinnovabili e soprattutto agli impianti eolici. Il metano deve avere un chiaro ruolo transitorio e temporaneo per poter attuare in breve tempo l’uscita dal carbone, definendo bene la localizzazione distribuita dei depositi costieri. Appare sproporzionato il terminale Gnl previsto per il porto di Portoscuso».

@gcentore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

WsStaticBoxes WsStaticBoxes