«Collegamenti più rapidi tra le città della Sardegna»

L’amministratrice delegata di Rfi Vera Fiorani parla dei progetti per l’isola «Mezzora in meno sulla Sassari-Cagliari. I vantaggi dell’idrogeno verde»

SASSARI. Oggi alle 11 si inaugura la nuova stazione ferroviaria di Olbia-Terranova. Per l’occasione arriverà in Sardegna l’amministratrice delegata di Rete ferroviaria italiana, Vera Fiorani. La Nuova Sardegna l’ha intervistata sui progetti di Rfi per l’isola.

La Sardegna paga ritardi gravi nel settore delle infrastrutture dedicate ai trasporti. Per restare alle ferrovie, niente doppio binario (a parte brevi tratti), niente elettrificazione. Cosa intende fare RFI per ridurre, almeno in parte, il gap con altre regioni d’Italia?

«Nel 2020 abbiamo sottoscritto con Regione Sardegna un accordo quadro per incrementare la capacità di traffico ferroviario sull’intera rete regionale, programmando nel medio e lungo periodo interventi di sviluppo infrastrutturale e tecnologico che a regime consentiranno di abbassare i tempi di percorrenza, di aumentare la frequenza dei treni, di migliorare l’accessibilità nelle stazioni e di favorire l’integrazione fra diverse modalità di trasporto. Proprio oggi inauguriamo la nuova stazione di Olbia Terranova, un primo passo importante per il potenziamento delle relazioni Olbia – Cagliari/Sassari interessate dalla nuova fermata, che garantirà un sensibile incremento dei livelli di accessibilità al servizio ferroviario. Inoltre, entro il 2025 prevediamo di attrezzare l’intera rete ferroviaria sarda con l’Ertms (European Rail Transport Management System), il più evoluto sistema per la supervisione e il controllo della marcia dei treni che contribuirà a aumentare ulteriormente la sicurezza e la puntualità. Poi ci sono gli investimenti con le risorse provenienti dal Pnrr che ammontano per la Sardegna a circa 368 milioni di euro. Investimenti che si inseriscono sia per progetti già in corso come l’ammodernamento dell’intera rete sarda, sia per nuove opere come il collegamento ferroviario con l’aeroporto di Olbia Costa Smeralda e la prima fase del raddoppio ferroviario Decimomannu – Villamassargia».

L’Isola paga forse la scarsa densità di popolazione?

«La rete ferroviaria gestita da Rfi in Sardegna è composta 427 km di linee non elettrificate, di cui 50 km a doppio binario tra Cagliari e Decimomannu e 377 km a singolo binario. Come ho spiegato è in corso un importante programma di potenziamento e sviluppo dell’intera rete sarda che ha fra gli obiettivi principali l’aumento della frequenza dei treni. Prevediamo un forte utilizzo dell’infrastruttura per effetto di una elevata domanda di trasporto pubblico locale nell’isola. L’attenzione della regione per la mobilità pubblica e sostenibile è dimostrata dall’importante livello di impegno dell’infrastruttura ferroviaria gestita da Rfi».

Il Pnrr e le altre forme di sostegno previste dall’Europa e dal Governo come possono contribuire a migliorare la situazione?

«Il Pnrr è un’occasione fondamentale per il rilancio del Mezzogiorno e per la ripresa del processo di convergenza con le aree più sviluppate del Paese. Il Piano, insieme al Fondo Complementare costituito con la manovra di bilancio di quest’anno e dei fondi strutturali 2021-2027, mette a disposizione del Sud una capacità di spesa e di investimento straordinaria per puntare, in coerenza con le linee guida di Next Generation EU, al riequilibrio territoriale e al rilancio del suo sviluppo. In Sardegna, come spiegato, le risorse del Pnrr saranno impiegate in parte (68 milioni di euro) per i progetti già avviati di ammodernamento della rete ferroviaria, che consentiranno a regime una riduzione dei tempi di percorrenza tra Cagliari e Sassari di 30 minuti (dal tempo attuale di 3 ore), tra Cagliari – Olbia di 40 minuti (dal tempo attuale di 3 ore e 30 minuti) e tra Olbia e Sassari di 30 minuti (dal tempo attuale di un’ora e 39 minuti). Sempre dalle risorse del Pnrr sono previsti 170 milioni di euro per il collegamento ferroviario con l’aeroporto di Olbia Costa Smeralda favorendo l’intermodalità treno+aereo, e 130 milioni di euro per il raddoppio Decimomannu-Villamassargia, con realizzazione in prima fase del raddoppio Decimomannu – Siliqua. A completamento del raddoppio si avranno benefici sia in termini di aumento della capacità dell’infrastruttura, creando le condizioni per il potenziamento del servizio ferroviario sulle relazioni Cagliari-Carbonia/Iglesias, sia per la sostenibilità (incremento dello shift modale) e regolarità dei servizi, anche in relazione alla soppressione di tutti i passaggi a livello presenti sulla linea».

Si parla molto di treni all’idrogeno: la Sardegna potrebbe fare da apripista e a quali condizioni?

«La Sardegna è sicuramente in una posizione favorevole per l’implementazione della mobilità ferroviaria a idrogeno verde in quanto è dotata di ampia disponibilità di energia elettrica da fonti rinnovabili, necessaria per produrre – attraverso il processo chimico dell’elettrolisi – tale vettore energetico con zero impatti sull’ambiente. In particolare l’isola dispone di impianti a fonte eolica - che costituiscono ad oggi il 9,8% della capacità produttiva nazionale - concentrati specialmente a nord della Sardegna. In tale contesto, troverebbe quindi efficacia uno schema di produzione distribuita di idrogeno verde che, oltre a contribuire alla decarbonizzazione della mobilità ferroviaria regionale, può aprire la strada alla realizzazione di comunità energetiche autonome, e di sistemi in grado di efficientare e stabilizzare il sistema elettrico dell’isola. Per la mobilità ferroviaria i treni a idrogeno mostrano prestazioni analoghe ai treni elettrici e performance economiche competitive. Ciò costituisce per le amministrazioni competenti della pianificazione dei trasporti sull’isola, una nuova e importante leva per arricchire la programmazione degli interventi di sviluppo economico secondo un approccio sistemico di sostenibilità, anche integrando le soluzioni più tradizionali (elettrificazione) con soluzioni innovative, come il treno a idrogeno».

Lei ha spesso messo l’accento sull’importanza del fattore tempo: cosa si può fare per accelerare procedure e interventi?

«Il contenimento dei tempi delle procedure autorizzative dei progetti è un tema centrale che ha visto l’attuale Governo impegnato a varare un complesso di norme per ridurre le procedure e accelerare la realizzazione delle opere. Le nuove norme consentono l’attivazione contestuale e non sequenziale di tutti i processi autorizzativi sui progetti di fattibilità tecnica ed economica, nell’ambito di una conferenza dei servizi decisoria con la quale si perfeziona l’intesa fra Stato e Regione sulla localizzazione dell’opera con effetto di variante rispetto agli strumenti urbanistici vigenti e si acquisiscono tutti gli altri pareri e autorizzazioni necessari inclusi i provvedimenti ambientali le cui tempistiche sono state notevolmente ridotte, dimezzate rispetto al passato. La conferenza di servizi è indetta e condotta dalla stazione appaltante, con un’evidente semplificazione e snellimento procedurale. Inoltre per gli interventi finanziati in Pnrr sono stati costituiti il comitato speciale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, la Commissione tecnica Pnrr-Pniec esclusivamente dedicata, con la conseguente riduzione dei tempi ordinari per l’espressione dei provvedimenti ambientali che rappresentano uno degli elementi di maggiore criticità rispetto alla lunghezza complessiva dell’iter autorizzativo, la Soprintendenza Speciale per il Pnrr al fine di accelerare i processi autorizzativi per i beni culturali e il paesaggio. Infine, per opere di particolare rilevanza, complessità o con elevato impatto sul tessuto socioeconomico, sono stati nominati i commissari, con il compito di porre in essere ogni azione necessaria ad agevolare e accelerare la realizzazione dei progetti assegnati».

Un altro aspetto su cui lei punta molto è quello della sostenibilità, tema su cui nell’isola c’è molta attenzione. Cosa sta facendo Rfi per avere una rete più sostenibile?

«ll trasporto ferroviario è considerata ed è, nell’ambito della mobilità, la modalità più sostenibile. Le infrastrutture ferroviarie sono molto fisiche e quando le realizziamo o potenziamo il nostro compito principale è ridurre al minimo il loro impatto sull’ambiente. Per farlo ci siamo dotati di una serie di strumenti, come ad esempio i protocolli Envision, che consentono di comprendere a fondo quali impatti sul territorio possono generare le opere e quindi contribuire a ridurli significativamente. Tutti gli interventi di sviluppo e miglioramento previsti per la rete ferroviaria sono orientati a realizzare un sistema infrastrutturale moderno, digitalizzato e sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale che punta sia a superare i gap infrastrutturali che sin qui hanno penalizzato lo sviluppo economico del Paese e, in particolare, del Mezzogiorno e delle Isole, sia ad accrescere l’accessibilità, la connettività e l’integrazione della ferrovia con gli altri sistemi di mobilità. In particolare a favore dei viaggiatori, anche con la trasformazione delle stazioni in poli intermodali e di servizi per il territorio e della logistica, con lo sviluppo delle connessioni e dei servizi di ultimo miglio con porti, interporti e centri intermodali».

Qual è lo stato dei rapporti con la Regione Sardegna?

«Le interlocuzioni tra Regione Sardegna e Rfi sono costanti e proficue. Oltre all’accordo quadro del 2020 per incrementare la capacità di traffico ferroviario sulla rete regionale, è stato sottoscritto un protocollo di intesa con la Regione e il comune di Sassari per la creazione di un nodo di scambio intermodale nella stazione della città e sono in corso le interlocuzioni con Regione e comune di Cagliari per il potenziamento dell’intermodalità nella stazione del capoluogo con la realizzazione di un hub intermodale per migliorare l’esperienza di viaggio. Inoltre sono in corso le interlocuzioni tra Rfi e Regione Sardegna per l’adeguamento delle ferrovie turistiche».

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