Da Sorso a Jerzu a Bosa un anno di feste Doc dedicate ai vini identitari

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Nei due comuni sono previste alcune iniziative in collaborazione con l'Associazione regionale, e nazionale "Città del Vino". Una prima manifestazione si svolgerà a Sennori nei giorni 1, 2 e 3 aprile, proprio in concomitanza con la data del decreto che riconosceva la Doc e prenderà il via con il convegno “Sulle strade del moscato“. «Come vicesindaca - commenta Elena Cornalis - ma, soprattutto come neo consigliera nazionale di Città del Vino mi sento onorata di poter celebrare, insieme all’amministrazione i 50 anni del riconoscimento della Doc al moscato. L’identità di questo prodotto è molto importante non solo per il territorio di Sennori ma soprattutto per quello più esteso, di cui facciamo parte, della Romangia. Proprio con le cantine di Sennori e di Sorso abbiamo messo su un programma che si sviluppa per tutto quest’anno».

C’è poi il sud della Sardegna. Il primo, il nasco di Cagliari, è un vino bianco dolce prodotto da vitigni coltivati in Sardegna da tempi immemorabili. Il secondo, il girò, è un rosso, i suoi vigneti si estendono nelle province del Sud Sardegna, di Cagliari e Oristano.

Il cannonau di Sardegna rappresenta l'isola nella sua interezza perché viene prodotto ovunque ma ci sono territori particolarmente vocati. In particolare, ad esempio, è impossibile non identificare questo famosissimo e corposo vino rosso a Jerzu, il comune ogliastrino che ha basato sulla viticoltura buona parte della sua economia. «La produzione di Cannonau nel territorio jerzese affonda le sue radici nella notte dei tempi. Documenti risalenti al XII secolo testimoniano di come ai cittadini jerzesi fosse concesso di pagare le decime ecclesiastiche in vino – racconta Carlo Lai, sindaco di Jerzu –. Il legame con il cannonau è ancestrale. Tutto a Jerzu, passato, presente e futuro, è indissolubilmente legato alla vite e alla sua coltivazione, al cannonau alla sua produzione» prosegue il primo cittadino che spera quest'estate di omaggiare la Doc con la tradizionale manifestazione agostana chiamata "Calici di stelle". «Sappiamo quanto la componente del “terroir”, che definisce l’interazione di quei fattori che entrano a far parte, tutti, di una magica alchimia che rende unico ed irripetibile un vino e il paesaggio, sia la nostra potenziale miniera d’oro».

Per la malvasia di Bosa, il Consorzio di tutela che ha sede a Modolo, ha in programma una serie di iniziative. «Tra le più importanti, Covid permettendo, stiamo organizzando un simposio sulle malvasie del Mediterraneo» dice Giovanni Porcu, presidente dell'organismo di tutela che ha affidato al direttore del consorzio Aldo Buiani l’organizzazione del cartellone, comprese altre tre manifestazioni con le testimonianze dei principali protagonisti dell’avventura della Malvasia, in particolare dei viticoltori che hanno contribuito a render questo vino, prodotto da vitigni coltivati in una superficie che non arriva ad una ventina di ettari, un fiore all’occhiello della produzione sarda. Un prodotto principe che ha avviato l’iter per ottenere la Docg.

Giusy Ferreli

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