Sughero, consorzio contro la bollitura
Satta: «Norma senza fondamenti scientifici». Manca (deputato M5s) la difende
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OLBIA. All’orizzonte delle imprese sugheriere sarde si profila una battaglia legale. Avvocati, ricorsi, carte bollate e tutto il necessario contro l’applicazione del provvedimento, approvato lo scorso dicembre con la Finanziaria nazionale, che prevede l’obbligo di bollitura del sughero prima che possa essere esportato per la vendita. Tutto ciò al fine di combattere un famigerato coleottero che potrebbe rovinare il prodotto. Questa è l’aria che tira dopo l’assemblea tenuta nei giorni scorsi a Ortueri, nel Mandrolisai. Presenti una settantina di aziende e presenti anche i consiglieri regionali Giovanni Satta (Psd’az) e Francesco Mura (FdI), oltre sindaci e presidenti di comunità montane.
Sabato gli stessi imprenditori si rivedranno ad Alà Dei Sardi. All’ordine del giorno la costituzione di un consorzio di imprese e l’incarico a uno o più avvocati per tutelare gli interessi dei consorziati. Al consorzio aderiranno anche una quarantina di comuni. Già a Ortueri era presente l’avvocato Antonio Nicolini, incaricato di verificare l’applicabilità o meno del provvedimento approvato su iniziativa del M5s.
Il consigliere regionale Giovanni Satta ha ricordato «l’impegno della Regione a studiare misure per tutelare e valorizzare la risorsa bosco, smentendo le promesse di finanziamenti per la bollitura». «Non sono necessari – ha aggiunto Satta – la norma sarebbe inapplicabile perché in contrasto con i regolamenti commerciali europei e priva di supporto scientifico, come riferito dall’Università di Sassari».
A distanza la replica del deputato Alberto Manca, del M5s, firmatario del provvedimento. «La norma vuole contrastare il coleottero che da anni si è diffuso in Sardegna, danneggiando le sugherete, e valorizzare la produzione regionale – dice Manca –. A distanza di due mesi, però, devo ancora fornire chiarimenti e rassicurazioni rispedendo al mittente accuse e mistificazioni. Per gli operatori del settore quest’anno non cambierà nulla: non ci sarà, infatti, nessun obbligo di bollitura del sughero, invece verrà effettuato un monitoraggio dell’Università di Sassari per individuare i contorni del problema, nonché le migliori tecniche per debellare eventuali infestazioni. Solo dopo si avvieranno le azioni di contrasto e si adotteranno le misure più efficaci. È doveroso intervenire preventivamente, prima che la situazione diventi più grave, perché a pagarne le conseguenze sarebbero solo i sardi che operano in un settore già collassato a causa dell’inattività della politica regionale». (m.b.)
Sabato gli stessi imprenditori si rivedranno ad Alà Dei Sardi. All’ordine del giorno la costituzione di un consorzio di imprese e l’incarico a uno o più avvocati per tutelare gli interessi dei consorziati. Al consorzio aderiranno anche una quarantina di comuni. Già a Ortueri era presente l’avvocato Antonio Nicolini, incaricato di verificare l’applicabilità o meno del provvedimento approvato su iniziativa del M5s.
Il consigliere regionale Giovanni Satta ha ricordato «l’impegno della Regione a studiare misure per tutelare e valorizzare la risorsa bosco, smentendo le promesse di finanziamenti per la bollitura». «Non sono necessari – ha aggiunto Satta – la norma sarebbe inapplicabile perché in contrasto con i regolamenti commerciali europei e priva di supporto scientifico, come riferito dall’Università di Sassari».
A distanza la replica del deputato Alberto Manca, del M5s, firmatario del provvedimento. «La norma vuole contrastare il coleottero che da anni si è diffuso in Sardegna, danneggiando le sugherete, e valorizzare la produzione regionale – dice Manca –. A distanza di due mesi, però, devo ancora fornire chiarimenti e rassicurazioni rispedendo al mittente accuse e mistificazioni. Per gli operatori del settore quest’anno non cambierà nulla: non ci sarà, infatti, nessun obbligo di bollitura del sughero, invece verrà effettuato un monitoraggio dell’Università di Sassari per individuare i contorni del problema, nonché le migliori tecniche per debellare eventuali infestazioni. Solo dopo si avvieranno le azioni di contrasto e si adotteranno le misure più efficaci. È doveroso intervenire preventivamente, prima che la situazione diventi più grave, perché a pagarne le conseguenze sarebbero solo i sardi che operano in un settore già collassato a causa dell’inattività della politica regionale». (m.b.)
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