«Nessuno credeva possibile la guerra»
Il racconto della studentessa di Alghero rientrata da San Pietroburgo
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ALGHERO. È rientrata ieri in Italia, Laura Alias, la studentessa 21enne di Alghero, che da metà febbraio, si trovava a San Pietroburgo in Russia per il programma di studio Ulisse per approfondire la conoscenza con la lingua russa. Con lei anche un'altra ragazza sarda, Carolina Eracli di San Teodoro, rientrata venerdì. Le due studentesse, in Russia, ci sarebbero dovute rimanere sino al prossimo mese di maggio, ma l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia le ha costrette a scappare di tutta fretta. Laura e Carolina hanno temuto di rimanere intrappolate in Russia dopo la chiusura dello spazio aereo. «All’inizio non pensavo fosse così rischioso anche perché, anche se la situazione era instabile con Putin che minacciava provvedimenti contro l’Ucraina, ma nessuno, nemmeno gli insegnati russi di San Pietroburgo, avrebbero mai creduto che accadesse quello che vediamo in questi giorni».
Laura Alias, racconta che all'inizio, quando c'è stato il primo attacco, «L’ho presa sottogamba. San Pietroburgo è molto distante dal confine ucraino, quindi la cosa non preoccupava perché la guerra sembrava lontana».
Ma a un certo punto è arrivata la paura: «Ci ha spaventati la storia di un collega scozzese che era stato costretto a rientrare dal suo Stato. Abbiamo contatto la Farnesina e il consolato italiano e ci dicevano di stare tranquilli che era tutto a posto, invece, da lì a poco, anche l'Italia ha bloccato i voli con la Russia. Ci è crollato il mondo addosso. Ho avuto paura di rimanere bloccata in Russia. Ho pensato a tutto, anche che la Russia ci bloccasse li e ci tenesse come una sorta di ostaggio. Sono situazioni difficili, per cui pensi a tutto».
Nel frattempo ad Alghero, la famiglia di Laura era in forte apprensione: «Una vicenda difficile da dimenticare anche per noi - ha detto il padre Pietro - . È giusto che le maggiori attenzioni e preoccupazioni siano a chi ora si trova entro i confini ucraini, è giusto comunque non dimenticare le molte difficoltà e vicissitudini che tanti stranieri in territorio russo, e tra questi in particolare quelli italiani stanno affrontando, oltretutto senza una vera assistenza adeguatamente organizzata da parte delle nostre autorità governative e diplomatiche. Ho anche contattato telefonicamente il Ministero della Difesa per avere aiuto e delucidazioni su quale canale fosse più consigliabile per il rientro. Dal centralino mi hanno fornito il numero di un funzionario, il quale mi ha semplicemente detto di non avere la sfera di cristallo e di non sapere come aiutarmi. Francamente non ho parole».
Laura e Carolina, grazie al consiglio di un amico milanese, hanno puntato sulla Turchia: «Il biglietto ci è costato ben 700 euro a testa solo per andare da San Pietroburgo a Istanbul dove siamo state ospitate da un amico studente conosciuto durante l'Erasmus. Carolina - racconta Laura - è rientrata subito in Italia con un volo dalla Turchia, io sono rimasta un paio di giorni in più perché avevo necessità di riprendermi». (nicola nieddu)
Laura Alias, racconta che all'inizio, quando c'è stato il primo attacco, «L’ho presa sottogamba. San Pietroburgo è molto distante dal confine ucraino, quindi la cosa non preoccupava perché la guerra sembrava lontana».
Ma a un certo punto è arrivata la paura: «Ci ha spaventati la storia di un collega scozzese che era stato costretto a rientrare dal suo Stato. Abbiamo contatto la Farnesina e il consolato italiano e ci dicevano di stare tranquilli che era tutto a posto, invece, da lì a poco, anche l'Italia ha bloccato i voli con la Russia. Ci è crollato il mondo addosso. Ho avuto paura di rimanere bloccata in Russia. Ho pensato a tutto, anche che la Russia ci bloccasse li e ci tenesse come una sorta di ostaggio. Sono situazioni difficili, per cui pensi a tutto».
Nel frattempo ad Alghero, la famiglia di Laura era in forte apprensione: «Una vicenda difficile da dimenticare anche per noi - ha detto il padre Pietro - . È giusto che le maggiori attenzioni e preoccupazioni siano a chi ora si trova entro i confini ucraini, è giusto comunque non dimenticare le molte difficoltà e vicissitudini che tanti stranieri in territorio russo, e tra questi in particolare quelli italiani stanno affrontando, oltretutto senza una vera assistenza adeguatamente organizzata da parte delle nostre autorità governative e diplomatiche. Ho anche contattato telefonicamente il Ministero della Difesa per avere aiuto e delucidazioni su quale canale fosse più consigliabile per il rientro. Dal centralino mi hanno fornito il numero di un funzionario, il quale mi ha semplicemente detto di non avere la sfera di cristallo e di non sapere come aiutarmi. Francamente non ho parole».
Laura e Carolina, grazie al consiglio di un amico milanese, hanno puntato sulla Turchia: «Il biglietto ci è costato ben 700 euro a testa solo per andare da San Pietroburgo a Istanbul dove siamo state ospitate da un amico studente conosciuto durante l'Erasmus. Carolina - racconta Laura - è rientrata subito in Italia con un volo dalla Turchia, io sono rimasta un paio di giorni in più perché avevo necessità di riprendermi». (nicola nieddu)
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