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Consiglio regionale, un’aula intitolata alle sindache Bartoli e Sanna

Consiglio regionale, un’aula intitolata alle sindache Bartoli e Sanna

La cerimonia in consiglio regionale. Il governatore Solinas: donne ancora discriminate, diciamo basta

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SASSARI. Due donne sarde, due sindache che hanno fatto la storia. Saranno protagoniste delle celebrazioni della giornata internazionale della donna che quest’anno ha come tema: “Donne negli enti locali: un valore Comune”. Sono Ninetta Bartoli e Margherita Sanna, elette a Borutta e Orune nel 1946: a loro verrà intitolata questa mattina la sala della prima commissione “Autonomia ed Enti locali”. Il presidente del Consiglio regionale Michele Pais scoprirà la targa alle 10,15 al secondo piano del palazzo di Via Roma. Dalle 10,30 cominceranno, nell’aula consiliare, le celebrazioni ”. Aprirà i lavori lo stesso Pais. Dopo vari interventi chiuderà i lavori la vicepresidente della Regione e assessora al lavoro Alessandra Zedda. Interverranno anche il sindaco di Borutta e la vicesindaca di Orune che ricorderanno Ninetta Bartoli e Margherita Sanna.

Dal governatore della Regione Christian Solinas arrivano gli auguri a tutte le donne sarde, con la speranza che la tanto auspicata parità di genere diventi presto realtà: «I diritti delle donne sono ancora oggi un traguardo da conquistare nella nostra società, in campo economico e lavorativo. Nonostante le battaglie combattute in nome della libertà e le conquiste ottenute, né i diritti, né talvolta la vita stessa delle donne sono oggi adeguatamente tutelati. Dobbiamo impegnarci per incidere realmente sulla piena e sacrosanta possibilità delle donne di essere lavoratrici, professioniste impegnate nella società ad ogni livello, senza condizionamenti e sopraffazioni, nell'auspicio che si arrivi quanto prima a una loro piena e paritaria partecipazione nella vita civile, politica, economica e sociale del nostro Paese. La realizzazione della perfetta parità di genere resta al centro dell'agenda politica e istituzionale della Regione». E poi: «Abbiamo esempi straordinari a cui guardare, donne del passato e del presente incredibilmente moderne e attuali che con la loro vita hanno segnato la storia dell'emancipazione femminile portando in alto il nome della Sardegna nel mondo», dice Solinas, che ricordato non solo figure come il premio Nobel per la Letteratura, Grazia Deledda, ma anche «tutte quelle donne che in ogni campo, conquistando prestigio e fama o restando nell'ombra, rappresentano un esempio da seguire per ognuno di noi». Da Solinas arriva un pensiero commosso alle donne ucraine, in questo difficile momento, e a tutte le altre donne impegnate nel sociale, che in ogni ambito, con generosità e spirito nobile, donano il loro tempo e impiegano le loro forze per il bene altrui. «La giornata dell'8 marzo deve essere anche l'occasione per una profonda riflessone sulla drammaticità degli episodi di femminicidio e violenza contro le donne che, come dimostrano i fatti di cronaca, ancora rappresentano una costante dei nostri tempi, ponendo l'accento sulla necessità sempre più impellente di prevenire e condannare ogni forma di violenza fisica e psicologica che veda coinvolte le donne».

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