La Nuova Sardegna

Cresce il fronte della protesta in strada anche gli allevatori

Cresce il fronte della protesta in strada anche gli allevatori

Un’altra manifestazione sabato a Chilivani, maxi corteo verso la Sassari-Olbia Oggi l’incontro con il ministero, Bellanova: «Troviamo le soluzioni più adatte»

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. L’alleanza è ormai cosa fatta e il fronte comune sembra l’unica via d’uscita da una situazione estremamente complicata. E così, sabato 19 marzo gli allevatori e il mondo delle imprese agricole si uniranno alla protesta degli autotrasportatori. L’appuntamento è fissato per le 18.30 alla rotatoria di accesso alla zona industriale di Chilivani.

Una volta formato il corteo, i manifestanti si sposteranno a passo d’uomo verso la Sassari-Olbia per poi fare marcia indietro e fermarsi ad Ozieri, nella zona di San Nicola: «Dobbiamo continuare a manifestare, far sentire la nostra voce. Abbiamo iniziato nuovamente a Febbraio, contro i rincari, le politiche della Regione e del governo – si legge in un comunicato diffuso dagli allevatori –. In questo periodo la situazione è peggiorata a tal punto da mobilitare anche gli autotrasportatori e le imprese, soffocati da costi esorbitanti. Questa situazione ormai riguarda tutti, stiamo lavorando e non possiamo permetterci una vita dignitosa. Noi non stiamo vivendo, stiamo affogando mentre cerchiamo di sopravvivere. Ora basta!».

L’incontro al ministero. Oggi l’attenzione sarà tutta per il veritice tra la viceministra delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile Teresa Bellanova e le organizzazioni del settore: sul tavolo ci sono per ora 80 milioni di aiuti. «Dobbiamo individuare insieme all'intero settore, autotrasportatori e committenza, le soluzioni più adeguate per affrontare contestualmente all'emergenza le criticità strutturali di filiera – spiega la viceministra –. Non so se l'incontro di oggi sarà risolutivo, so che il tavolo è permanente e non lo considererò concluso se non quando verranno affrontati tutti i temi. Per me significa anche riequilibrio del valore all'interno della filiera, e per questo la tabella dei costi minimi di riferimento pubblicata sul sito del nostro Ministero è già uno strumento a disposizione ed efficace nel contrastare la concorrenza sleale e il lavoro nero che rendono ancora più complicati i rapporti di filiera. Per questo dico: no agli aut aut», conclude Bellanova.

L’allarme. La situazione sta pesando anche sul mercato delle costruzioni. Il presidente di Ance Sardegna meridionale, Renato Vargiu lancia l’allarme: «Impossibile attendere ancora, i materiali scarseggiano e gli impianti di produzione stanno chiudendo. Servono misure urgenti per calmierare i prezzi e compensare i maggiori costi che le imprese stanno sostenendo, altrimenti i cantieri, compresi quelli del Pnrr, si fermeranno, anche per mancanza di materie prime». Praticamente irreperibili, se non a costi insostenibili, il bitume, l’acciaio e l’alluminio.

La solidarietà. La classe politica sarda non è certo avara di parole di conforto e solidarietà verso i lavoratori che protestano. «Sono richieste condivisibili per le quali rinnovo il mio appello al Governo affinché se ne faccia carico immediatamente e su cui anche la Regione dovrebbe intervenire a supporto», dice la a presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd).

«La Regione è al fianco del mondo degli autotrasportatori ma non può intervenire con strumenti propri senza che sia il Governo centrale a pronunciarsi e a trovare le soluzioni più opportune», hanno detto gli assessori del Lavoro, Alessandra Zedda, e dei Trasporti, Giorgio Todde.

Il taglio delle accise come risposta all’emergenza viene sostenuta da FdI, Lega e da Stefano Tunis di Sardegna 20Venti. Mentre Desiré Manca (M5S) ha chiesto al presidente Solinas e all'assessore al Bilancio Fasolino di intervenire direttamente, operando sulla quota parte delle imposte spettanti alla Regione per trasformarle in un immediato, tangibile e reale contenimento dei prezzi all'utente finale».

L’inchiesta a Roma. A pochi giorni dalle parole del ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, che, a proposito dei prezzi di carburanti ed energia, ha parlato di «colossale truffa a spese delle imprese e dei cittadini», la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine. Si tratta di un procedimento al momento contro ignoti senza indagati e senza ipotesi di reato. «L'indagine è volta a verificare le ragioni di tale aumento ed individuare eventuali responsabili» fanno sapere dalla Procura.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
L’operazione della Dda

Assalti ai portavalori e ai caveau, la banda sgominata dalla polizia: ecco i nomi di tutti gli arrestati

Sardegna

Arzachena, debutta il Lebonski Park: folla "on fire" con Salmo

Le nostre iniziative