La Nuova Sardegna

Stop a tavolino libero: dehors, da aprile si paga

di Roberto Petretto
Stop a tavolino libero: dehors, da aprile si paga

La conclusione dello stato di emergenza nazionale interrompe i benefici

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SASSARI. Addio alla distesa di tavolini in piazze, vie, marciapiedi e parcheggi di paesi e città dell’isola: dal primo aprile, con la fine dello stato di emergenza nazionale, verranno a cadere le norme temporanee che avevano consentito ai titolari di bar e ristoranti di sfruttare al massimo e senza oneri aggiuntivi gli spazi all’aperto per compensare la perdita di disponibilità di spazi interni. Dal mese prossimo i titolari di esercizi pubblici che usufruivano della concessione gratuita del suolo pubblico, dovranno pagare. Chi vorrà mantenere tavolini e sedie all’aperto dovrà richiedere la concessione: ci sarà tempo sino a giugno e si potrà usufruire di una procedura semplificata. Ma le amministrazioni comunali potrebbero decidere diversamente e confermare, in tutto o in parte i vantaggi per gli esercenti.

Mancano dieci giorni alla scadenza, ma il quadro non è ancora definito: molti comuni della penisola hanno già deciso cosa fare. Molti hanno prorogato l’esenzione dal pagamento della tassa sul suolo pubblico, altri stanno studiano modifiche. In Sardegna la situazione è ancora indefinita: le varie emergenze di questi ultimi giorni hanno probabilmente tenuto le amministrazioni locali distanti dall'argomento, ma una decisione va presa e in tempi stretti.

Vanni Sanna è l’assessore al commercio del Comune di Olbia: «Non c’è ancora una decisione. Di certo saremo il più possibile disponibili verso le nostre attività produttive che non vanno scoraggiate, soprattutto in un momento molto particolare come questo. Ci sono ancora dei dubbi, gli stessi che abbiamo per l’organizzazione della nostra festa del patrono, san Simplicio, il 15 maggio. Avremo la possibilità di far sistemare le bancarelle? Noi vorremmo fare la festa in normalità, ma ancora c’è un margine di incertezza. I nostri dirigenti faranno ciò che è possibile fare nell’ambito di quanto è consentito dalla legge. La disponibilità politica c’è tutta».

Situazione un po’ più definita a Sassari. L’assessora comunale al Commercio, Alessandra Corda, chiarisce che, con la fine dello stato di emergenza, si tornerà a una condizione di normalità generale: «Si tornerà alle metrature che venivano utilizzate prima dell’emergenza».

Il quadro generale, però, potrebbe cambiare: «Nel frattempo, a settembre 2021 - ricorda l’assessora Corda - abbiamo approvato il nuovo regolamento per l’utilizzo degli spazi pubblici. In queste settimane ci stiamo confrontando in varie commissioni perché dall’opposizione sono arrivate delle richieste di modifica. Bisogna tenere presente che l’elaborazione dell’attuale regolamento è cominciata nel 2018, quando ancora non c’era stata la pandemia. Da allora molte cose sono cambiate. Prima nei locali pubblici si stava prevalentemente al chiuso, ora la gente preferisce stare all’aperto. C’è una maggiore richiesta di metrature. Dovremo rivedere alcune cose sulle concessioni del suolo pubblico. Ad esempio ci stanno chiedendo di poter sistemare dei dehors anche dall’altra parte del marciapiede rispetto a dove si trova il locale». A Sassari quindi ci saranno novità, ma non nell’immediato.

A Oristano il sindaco Andrea Lutzu dice che del problema ancora non si è parlato: «Sinceramente non abbiamo una linea. Ne parleremo lunedì in giunta».

Da Alghero Enrico Daga di Confesercenti offre una visione del problema differente: «Ben venga la normalità, soprattutto in una stagione che si preannuncia da record per la massiccia presenza di passeggeri nell’aeroporto. Ma il ritorno alla normalità deve essere regolato. Dobbiamo avere delle città vivibili, non invase da sedie e tavolini ovunque. Ci sia una riorganizzazione degli spazi che metta in equilibrio la città».

E questa riorganizzazione potrebbe essere poco gradita da alcuni: la moltiplicazione dei posti all’aperto ha infatti avvantaggiato chi davanti al proprio locale, magari piccolo e poco costoso come affitto, nei confronti di chi quegli spazi così ampi di fronte alla porta del proprio bar o del proprio ristorante non li aveva. E magari ha invece un locale interno ampio che ha dei costi di gestione molto più alti.

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