La Nuova Sardegna

Abbraccio dei sindaci sardi a Cualbu: «Battista non devi mollare»

di Simonetta Selloni
Abbraccio dei sindaci sardi a Cualbu: «Battista non devi mollare»

Consiglio comunale straordinario a Fonni, presente il mondo delle campagne

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INVIATA A FONNI. «Non l’ho mai avuta, la tentazione di mollare. Anche se queste ferite fanno male. La solidarietà, dei fonnesi sparsi ovunque, questo stesso consiglio comunale, aiutano la cicatrizzazione. Mi convincono ad andare avanti più determinato di prima». Fino all’ultimo minuto, il presidente regionale di Coldiretti Battista Cualbu ha riflettuto se partecipare al Consiglio convocato dalla sindaca di Fonni Daniela Falconi (avrei sperato di non dover fare più cose del genere»), con un solo punto all’ordine del giorno: “Atto intimidatorio al presidente regionale della Coldiretti – solidarietà del Consiglio comunale”. Mercoledì scorso, qualche imbecille ha sparato contro la casa della suocera di Cualbu, e ha poi lasciato alcune scritte inequivocabili. Intimidatorie.

Ma Cualbu non è uomo che si tiri indietro. Non è nel suo dna. E allora non poteva mancare ieri a Fonni, suo paese dal quale, come ha ricordato il presidente della sezione locale di Coldiretti, Gianbattista Coccollone, «è cresciuto a pane e transumanza, è partito ragazzo da Fonni con il padre. Battista ha dentro la vocazione del pastore, ma come si può pensare che uno con questa storia possa fare intenzionalmente del male al mondo delle campagne?». Non solo il Consiglio dunque, espressione della sua comunità, per dare un messaggio di solidarietà a Battista Cualbu e alla sua famiglia «con una particolare carezza a zia Battistina», come la sindaca ha affettuosamente ricordato la suocera del presidente Coldiretti. A Fonni ieri c’erano i rappresentanti dell’associazione: intanto la federazione Nuoro-Ogliastra, il cui presidente Leonardo Salis e il direttore Alessandro Serra hanno convocato i 68 responsabili delle sezioni nuoresi; il direttore regionale Luca Saba, lui e Cualbu al vertice di una famiglia, Coldiretti Sardegna, che conta 21mila iscritti «e quindi almeno 60mila persone». Alcuni sindaci (Nuoro, Gavoi e Burgos e il rappresentante di Orani). Il presidente dell’Associazione dei comuni Emiliano Deiana, a rappresentarli tutti e 377. Una scorta mediatica per Battista Cualbu e per la sua famiglia, la moglie Maddalena e i due figli, lei e i ragazzi seduti in prima fila.

Solidarietà, rispetto: dialogo anche quando i temi sono forti e la contrapposizione sale di tono. «Siamo l’unico sistema sindacale presente ovunque ci sia un pensiero agricolo, abbiamo combattuto battaglie, preso decisioni. Ci mettiamo, sempre, la faccia. Rompiamo le scatole, anche quando da 10 anni chiediamo alla Regione di istituire l’osservatorio sui numeri del settore, che non abbiamo, e infatti quasi tutta la programmazione è frutto dell’ emergenza. Quante volte abbiamo sbagliato, io e Battista – ha detto Saba –. Ci tocca dire di no, a volte, ma abbiamo rispetto dello Stato e senso di comunità». Saba, come Daniela Falconi, ha esposto preoccupazione per il clima di odio alimentato dai social. «Sono strumenti di democrazia, ma stiamo attenti a come li usiamo. Abbassiamo i toni, il momento è difficilissimo e ci sono tante persone che sfruttano queste tensioni e magari inconsapevolmente legittimano azioni come quella rivolta a Battista». Anche don Michele Casula, il parroco di Fonni, è tornato sul problema dell’utilizzo dei social «Fonni ha vissuto in passato una stagione difficile, non dobbiamo tornare indietro. Questo gesto ci offende tutti. Io sono un prete social, ma penso che debbano essere occasione di formazione, e invece stanno diventando un muretto a secco. Propongo che parrocchie e comuni lavorino insieme per un loro utilizzo civile». Il sindaco di Gavoi Salvatore Lai ha sottolineato «la solitudine di chi ha funzioni di rappresentanza. È un momento grave, non ci sono soluzioni semplici, il presidente di Coldiretti non ha la bacchetta magica. È ora di abbandonare parole belligeranti per parole di pace e dialogo».

«Perchè chi si impegna in un ruolo pubblico deve “mettere in conto” simili atti? – si è chiesto il sindaco di Burgos, Leonardo Tilocca –. Bisogna respingere questa cultura». E il consigliere di minoranza Gianbattista Cadau, unito al coro di solidarità per Cualbu, ha invitato a recuperare «l’umanità dei rapporti».

Alla famiglia di Cualbu si è rivolto il sindaco di Nuoro Andrea Soddu. «Avete un padre e un marito che non c’è mai. È sempre impegnato, ovunque ci sia un problema del mondo delle campagne, lui è lì. Ovunque tranne che a casa. E ora, succedono anche queste cose, vi chiederete, ne vale la pena? Ecco, voi dovete essere orgogliosi di vostro padre, perché di queste battaglie usufruirete anche voi. E quando da adulti vi chiederanno a che modello ispirarvi, voi il modello lo avete in casa». Cualbu ha concluso emozionato. «Vi ringrazio, andiamo avanti. Un appello: ragioniamo, prima di dire fesserie, torniamo sui binari del rispetto». L’ultima parola l’ha avuta Daniele Nolis, anziano allevatore di Fonni. Glielo ha detto in sardo. «Continua a fare Battì, quelli lì non hanno dignità, non sanno dialogare. E non sanno nemmeno cosa vogliono».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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