La Nuova Sardegna

Il ricordo

In Sardegna la rinascita di Maurizio Costanzo dopo lo scandalo della P2

In Sardegna la rinascita di Maurizio Costanzo dopo lo scandalo della P2

Fu chiamato da Grauso a Videolina. Frailis: «Un maestro»

3 MINUTI DI LETTURA





Non era un habitué dell’isola, perlomeno di quella mondana e vacanziera, anche se, raccontò alla Nuova, che «a Is Molas feci una delle prime vacanze con Maria una trentina d’anni fa». Eppure la Sardegna è stata molto presente nella vita di Maurizio Costanzo. Non solo per la presenza di tanti sardi sul palco del Parioli e non solo - alla Nuova ricordò la sua ammirazione per Maria Carta, l’amicizia con Cossiga e la stima per Berlinguer - ma anche perché alcuni suoi stretti collaboratori erano sardi. Valentino Tocco, sardo di Donori, prima cameraman e poi regista del Costanzo show. «Abbiamo un rapporto molto bello. Anche se non ci frequentiamo fuori dagli studi tv siamo amici. Lui è bravo in quello che fa e soprattutto non mi ha mai tradito in nulla», disse. E poi Elisabetta Soldati, cagliaritana, da anni il suo ufficio stampa, che ieri ha dovuto dare la notizia della sua morte. Ma la Sardegna è stata fondamentale per la rinascita di Maurizio Costanzo. Dopo lo scandalo della P2, il giornalista, ormai fuori dalla Rai, trovò casa a Videolina, dove fu chiamato da Nicola Grauso. Per anni ogni domenica arrivava a Cagliari per registrare una puntata del suo talk show. Spesso al suo fianco c’era Andrea Frailis, volto storico di Videolina (ed ex deputato Pd). «Ho un ricordo straordinario di Costanzo, io gli facevo un po’ da spalla nelle maratone elettorali – racconta –. Un professionista incredibile, infaticabile. Arrivava a Cagliari il giorno prima, andavamo all’aeroporto e poi dritti a cena. Io preparavo il dossier sugli ospiti con indicati amici e nemici di quel personaggio. La notte lui lo studiava e l’indomani ne sapeva più di me. E quando alla fine di una maratona eravamo tutti stanchi, lui era sempre il più fresco, con la domanda giusta per l’ospite in studio. È stato davvero un maestro, e di una generosità rara».

Le reazioni Tutti hanno voluto ricordare Maurizio Costanzo, perché tutti, in un modo o nell’altro lo avevano conosciuto. Tra chi era stato ospite nel suo salotto e chi quel salotto era abituato a vederlo ogni sera su Canale 5. «Volto noto e familiare del piccolo schermo non esitò a schierarsi con coraggio contro la criminalità mafiosa, che reagì rabbiosamente organizzando un attentato contro di lui». Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

«Grazie per aver portato nelle case degli italiani cultura, simpatia e gentilezza. Un pensiero sentito a sua moglie Maria e a tutti i suoi cari. Buon viaggio Maurizio», ha detto la premier Giorgia Meloni, che Costanzo “scoprì” a 18 anni nel suo show. «Per me era un amico, sempre vicino e sempre leale. Mancherà moltissimo a tutti noi», sono state le parole di Silvio Berlusconi, suo editore per anni. «Sarai sempre nei nostri cuori», ha aggiunto Pier Silvio Berlusconi, presidente di Mediaset che ieri ha cambiato la programmazione. Il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, ha disposto i funerali solenni che si svolgeranno lunedì alle 15 a Roma nella chiesa degli Artisti. In lutto i colleghi della tv: Pippo Baudo («sono senza parole»), Mara Venier («un pilastro della mia vita»), Simona Ventura («questo Paese perde tantissimo»), Gianni Morandi («gli volevo bene»), Enrico Mentana («il pezzo forte della tv»), Renzo Arbore («abbiamo iniziato insieme: mi mancherà»), Gerry Scotti («Maurizio Costanzo ci sarà ancora»), Alberto Angela (« ha raccontato questo Paese con la competenza, l'intelligenza, il coraggio e l'ironia che solo i grandi hanno»). Fino alla sua scoperta Vittorio Sgarbi: «chi come lui lascia un'eredità non muore mai». (al.pi.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il caso

Sassari, carabiniere trova un portafoglio ma lo restituisce senza soldi: indagato per furto aggravato – La vicenda

di Nadia Cossu
Le nostre iniziative