La Nuova Sardegna

Imprese in difficoltà

Allarme turismo in Sardegna, mancano all’appello 25mila stagionali

di Silvia Sanna
Allarme turismo in Sardegna, mancano all’appello 25mila stagionali

Sarà un’estate da record ma c’è carenza di personale. Retribuzioni sotto accusa: le vertenze si moltiplicano

08 maggio 2023
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Sassari Dai 20 ai 25mila, cioè un quarto del totale richiesto e necessario: sono i lavoratori stagionali che mancano all’appello in un’estate che si annuncia super affollata in Sardegna. Proprio in previsione del boom di presenze, è stato calcolato che il comparto ha bisogno di circa 87mila stagionali, 7mila in più rispetto alla stagione scorsa. Le figure più richieste sono camerieri di hotel e ristorante, cuochi, aiuto cuochi, pizzaioli, portieri, addetti alla reception, bagnini, animatori, lavapiatti, professionalità diverse con una caratteristica in comune: non si trovano. Nonostante le richieste siano partite con larghissimo anticipo, domanda e offerta nel comparto turistico-ricettivo continuano a non incrociarsi. Una situazione fotocopia rispetto all’anno scorso, quando il problema era emerso in coincidenza della prima stagione post pandemia e restrizioni, ma che ora appare ancora più grave perché proprio la scorsa estate ha lasciato strascichi pesanti: i sindacati rivelano di essere sommersi dalle denunce di addetti che accusano i datori di lavoro di averli sfruttati attraverso una interpretazione “libera” del contratto, di non essere stati pagati o di avere ricevuto molto meno di quanto dovuto in virtù della montagna di ore extra fatte. «La prima conseguenza è che questi lavoratori faranno altro, aggiungendosi alla larga quota di ormai ex stagionali del turismo che si sono spostati su altri settori in cui hanno maggiori tutele», dice Cristiano Ardau, segretario regionale Uil Tucs. Stagionali che mancheranno all’appello quando la Sardegna avrà più bisogno di loro: le previsioni sulle presenze turistiche sono eccezionali, al punto che – come evidenziato dalla Nuova in queste pagine proprio ieri – è sempre più concreto il rischio di overtourism , cioé di sovraffollamento che si traduce, soprattutto nei Comuni balneari, nella difficoltà di accesso ai servizi, turistici e non. Il calendario cammina veloce ed è difficile credere che entro un mese le voragini negli organici vengano colmate. Molto più probabile che gli addetti ai lavori cerchino di “arrangiarsi” con il personale a disposizione, a scapito della qualità del servizio offerto.

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