La Nuova Sardegna

Il caso

La dura vita da supplente in Sardegna: senza stipendio da settembre

La dura vita da supplente in Sardegna: senza stipendio da settembre

A molti insegnanti titolari di incarichi brevi non è stato corrisposto neppure un euro. La causa: in tilt il sistema di pagamento

06 gennaio 2024
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Sassari Lavorano da settembre come supplenti, sostituzioni brevi in scuole diverse che però li tengono impegnati dall’inizio dell’anno scolastico: molti di questi supplenti non hanno ricevuto dopo quattro neanche un euro di compenso. Il problema sarebbe di natura tecnico-burocratica, legato al sistema di pagamento, ma poco importa. Il Ministero sta cercando di metterci una pezza e a fine dicembre è partita una prima tranche di pagamenti alla quale dovrebbe seguirne un’altra a metà gennaio. I sindacati sono sul piede di guerra di fronte a ritardi giudicati inaccettabili.

«Da alcuni docenti della scuola statale prima di pensare a come preparare una lezione in classe devono occuparsi di come pagare le spese per vivere», dice Paolo Pizzo della Uil scuola nazionale. «L’Italia – aggiunge Alessandro Cherchi della Uil scuola Sassari e Gallura – è l’unica nazione in Europa dove i supplenti brevi non percepiscono lo stipendio da mesi. Su questa vicenda, stiamo assistendo a un inaccettabile scarica barile. Invece di cercare il colpevole, il ministero si assuma la responsabilità e sani questa intollerabile situazione. Non è possibile che un cavillo burocratico-organizzativo impedisca il regolare pagamento di coloro che, con impegno e dedizione, lavorano tutti i giorni ed hanno diritto ad essere retribuiti».
Gli appelli da parte di docenti disperati si moltiplicano perché senza compensi andare avanti è veramente complicato. Ecco la lettera di una supplente breve di Alghero che non vede un euro da settembre e chiede aiuto al suo sindacato: «Lavoro nella scuola dell’infanzia e così come altri miei colleghi non ricevo lo stipendio. Anche questo mese non abbiamo ricevuto niente, e su tre mesi di lavoro, avrò soltanto 70 euro dopodomani. Vi chiedo gentilmente in che modo posso muovermi per poter avere i miei soldi lavorati. Ho anticipato per mesi il denaro necessario per pagare la benzina e il parcheggio accanto al luogo di lavoro. Oltre a questo ho le spese fisse, come l’affitto e tutte le utenze: solo uscite e nessuna entrata. Vorrei chiedere i danni che mi hanno causato in quando ho chiesto un prestito ad una persona e non so neanche come restituirlo, visto che i miei stipendi, pagati col contagocce (1/2 giornate al mese) dal prossimo mese in poi saranno anche ulteriormente tassati».

Questo è un caso simbolo, le persone in difficoltà sono moltissime: c’è chi ha venduto l’auto per avere un po’ di liquidità, chi per non sostenere le spese dell’affitto è tornato a vivere a casa dei genitori. Persone spesso di mezza età ferite nella loro dignità. Come se non bastasse, i docenti precari non hanno ricevuto il bonus da 500 euro spendibile per acquistare materiale didattico.

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