Il cane Aron bruciato vivo e il gatto Grey morto assiderato
Indignazione per i due episodi avvenuti in Sicilia e in Puglia. Abbandoni: il Codice della strada prevede pene più severe
Sassari Condanna sino a sette anni: è il massimo della pena per chi abbandona il proprio animale e provoca incidenti stradali con morti o feriti. Lo prevede un emendamento, approvato in Commissione alla Camera, al nuovo Codice della strada in discussione al parlamento.
La proposta della Lega evidenzia come vengano applicate pene previste per i reati di omicidio stradale e di lesioni personali stradali gravi o gravissime anche a coloro che, abbandonando l'amico a quattro zampe in strada o nelle vicinanze, mettano in pericolo anche gli altri utenti della strada. E alla pena principale si aggiungono automaticamente anche le pene accessorie previste per gli stessi reati, che vanno dalla sospensione alla revoca della patente, in proporzione della gravità del fatto commesso.
Ma anche nel caso in cui non si verifichino incidenti, è previsto ugualmente un inasprimento delle pene.
Il tema del maltrattamento degli animali è sempre più di strettissima attualità anche per via di una serie di episodi recentissimi. Uno degli ultimi vede protagonista il cane Aron, legato a un palo dal suo padrone a Palermo e bruciato vivo: Aron è morto dopo alcune ore di agonia. Il gesto violento ha suscitato molta rabbia, animalisti e semplici cittadini hanno lanciato diverse petizioni per chiedere giustizia.
E la notte scorsa un altro animale è rimasto vittima del gesto folle di chi in teoria doveva prendersi cura di lui: il gatto Grey, appartenente a una colonia felina è stato prima preso a calci e poi lanciato da una ragazza in una fontana ad Alberobello, in Puglia. Per il micio, a causa della temperatura rigidissima dell'acqua, non c'è stato nulla da fare. E a suscitare più sdegno è il fatto che un'altra persona, probabilmente un'amica dell'autrice del gesto, ha postato su Instagram le foto del gatto nella fontana accompagnando le immagini con questo messaggio: "Ciao amò, beccati un po' di notorietà". (si.sa.)
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