La Nuova Sardegna

Rombo di tuono

L'addio a Gigi Riva: l’uomo, l’atleta, il simbolo amato e apprezzato da tutti

di Roberto Petretto
L'addio a Gigi Riva: l’uomo, l’atleta, il simbolo amato e apprezzato da tutti

Da Mattarella a Meloni: la scomparsa che ha colpito un intero paese Solinas: lutto regionale e bandiere a mezz’asta sino alle esequie

22 gennaio 2024
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Sassari Pochi hanno avuto una forza, un carisma, un fascino così universalmente riconosciuti: le gesta e i gesti, le parole e i silenzi di Gigi Riva erano apprezzati da tutti. Un uomo che univa, pur in un mondo di passioni forti come quello del calcio.

Ieri sera, quando la notizia della morte di Riva si è diffusa, per molti sono tornate alla mente le immagini di quella carriera straordinaria. Quelle in bianco e nero dello scudetto del Cagliari, quelle dai colori sbiaditi di Messico 70, quelle dai colori vividi di Berlino 2006, con Riva capo delegazione della nazionale campione del mondo, un hombre vertical imponente come quando stava in campo.

Riva era apprezzato da tutti e l’ondata di commozione che ha che ha attraversato l’Italia ne è una dolorosa e affettuosa testimonianza. È un lutto che coinvolge l’intera nazione. Un lutto espresso innanzitutto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «I suoi successi sportivi, il suo carattere di grande serietà, la dignità del suo comportamento in ogni circostanza gli hanno procurato l’affetto di milioni di italiani anche tra coloro che non seguivano il calcio».

«Ci lascia un grande sportivo che ha segnato la storia del calcio e della nostra Nazionale. Che la terra ti sia lieve, campione», ha scritto sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Sardo d’adozione, Riva era nato a Leggiuno. Queste le parole del presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana: «Due i ricordi che mi vengono subito in mente se penso al grandissimo Gigi Riva: la nostra Leggiün (Leggiuno) e il suo lago, dove era nato, e i gol “acrobatici” con la maglia del Cagliari e della Nazionale».

Nella “sua” Cagliari è stato proclamato il lutto cittadino: «In questo momento sento un dolore profondo - queste le parole del sindaco Paolo Truzzu - Non riesco a trattenere le lacrime, faccio fatica a esprimere pensieri e parole».

Il presidente della Regione, Christian Solinas, ha disposto il lutto regionale sino al giorno delle esequie. Tutti gli edifici regionali, pertanto, dovranno esporre la bandiera della Sardegna, all’esterno, a mezz’asta, mentre quelle poste all’interno degli stabili, dovranno essere listate a lutto.

Anche il mondo dello spettacolo piange per la scomparsa di Rombo di Tuono: «Oggi nella mia Cagliari si è spento un faro, un faro potente che ha dato lustro a lei e alla Sardegna intera - ha detto l’attrice Caterina Murino -. Non dimenticheremo mai ciò che ci hai dato e la vita che hai scelto condividendola con noi. Riposa in pace ora».

Geppi Cucciari affida a X il suo ricordo in bianco e nero. Una foto del campione e tre parole: «Che vuoto enorme».

E anche l’attore Jacopo Cullin commosso rivolge un saluto al campione scomparso: «È difficile da spiegare come un uomo così grande riuscisse a farsi così piccolo, ad essere sfuggente, a non volere più attenzioni dei propri compagni di squadra. Un non sardo più sardo dei sardi. Allora forse è normale piangere, è normale essere tristi e non volerci credere, anche se quello scudetto non l’abbiamo festeggiato o non ti abbiamo mai visto giocare dal vivo, però l’Uomo l’abbiamo conosciuto e ci sentiamo fortunati e grati per questo. Ti prometto che continueremo a seguire il tuo esempio e che racconteremo di te ai nostri figi e ai figli dei nostri figli. TI abbiamo dato del tu e ti porteremo nel cuore come uno di famiglia, anche se per noi sei stato un Mito vivente sei stato il nostro eroe e sarai per sempre... Gigi Riva». Struggente il ricordo del cantante Enrico Ruggeri: «Rinunciò a qualsiasi lusinga per rimanere nella sua Sardegna. Uno dei più grandi attaccanti, uno degli uomini migliori di un’Italia nella quale identità e appartenenza erano valori irrinunciabili. Che dispiacere».

Il radiocronista Riccardo Cucchi, che proprio nei giorni scorsi era in Sardegna per presentare il suo ultimo libro: ricorda così il bomber: «Chi non ha avuto la fortuna di vederlo giocare si è perso il calcio. Quello vero, quello fatto da uomini, che avevano sentimenti. E rispetto per i loro tifosi. Quelli per i quali i soldi venivano dopo».

Per Alessandro Gassmann Gigi Riva era «Il calcio più bello. Riposa in pace».

Il giornalista Sandro Ruotolo per ragioni anagrafiche ha visto giocare Riva. «La mia generazione è cresciuta con Gigi Riva artefice dello scudetto del suo Cagliari, Bomber della nazionale. Un signore dentro e fuori dal campo. Amato dai suoi tifosi, ha saputo dire no ai soldi ed è rimasto in Sardegna. Che la terra ti sia lieve».

Toccanti le parole di Marco Imarisio, inviato del Corriere della Sera: «Era uno che come canzone preferita aveva “Preghiera in gennaio”, De André che ricorda Tenco e che parla di peccati, di perdono e di un Dio di misericordia. Basterebbe questo».

Antonella Clerici lascia un saluto: «Ciao Rombo di Tuono».
 

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