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Elezioni regionali 2024
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Firme non regolari: Forza del popolo esclusa dalle elezioni

Firme non regolari: Forza del popolo esclusa dalle elezioni

Fuori anche la candidata alla presidenza Maria Rosaria Randaccio. La rosa degli aspiranti governatori scende a quattro

25 gennaio 2024
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Cagliari «Forza del popolo» è stata esclusa dalle elezioni regionali, trascinandosi dietro anche la revoca immediata della candidatura a governatore di Maria Rosaria Randaccio. Lo hanno deciso i giudici degli Uffici circoscrizionali territoriali di Cagliari e del Sulcis. La lista ha già annunciato un ricorso urgente al Tar, che – sempre sia presentato – dovrebbe discuterlo la settimana prossima, per evitare il rinvio delle elezioni, previste domenica 25 febbraio. A questo punto, salvo contro decisioni dell’ultim’ora, la sfida sarà tra 25 partiti e movimenti, anche se in alcuni collegi i simboli sulla scheda saranno di meno, e solo quattro candidati governatori: Alessandra Todde per il centrosinistra, Paolo Truzzu portabandiera del centrodestra, Renato Soru, sostenuto dalla Coalizione sarda, e Lucia Chessa di Sardigna R-esiste Rossomori.

Il verdetto Sin da lunedì sera, ultimo giorno utile per il deposito delle liste nei Tribunali, la posizione di «Forza del popolo» era stata dichiarata già in bilico. Arrivati all’ultimo momento, al primo piano del Palazzo di giustizia di Cagliari, quando tra l’altro mancava appena mezz’ora alla scadenza, i delegati del movimento infatti erano stati messi subito sotto osservazione dai funzionari. Perché? Perché i documenti richiesti li avevano memorizzati in una chiavetta elettronica e non erano cartacei. Una novità inaspettata di sicuro per chi invece finora era abituato a ricevere solo faldoni zeppi di fotocopie e atti vidimati da notai e segretari comunali. Però, in Tribunale, non sapevano che nel frattempo il regolamento elettorale era stato aggiornato, modernizzato, con l’ammissione anche delle nuove tecnologie per quanto riguardava il deposito dei documenti. Superato questo primo scoglio, «Forza del popolo» era convinta che non avrebbe avuto problemi d’altro tipo, seppur sapendo bene di essere comunque sul filo del rasoio, per essersi presentata in sei collegi su otto che è il minimo previsto dalla legge elettorale. Dunque, sarebbe bastato anche solo un secondo inciampo per eliminarla dalla competizione. Così è stato, perché – secondo i giudici – la lista non avrebbe raccolto un numero sufficiente di firme apposte dagli elettori (1000 nel collegio di Cagliari, almeno 500 nel Sulcis) a sostegno delle candidature. O meglio, sempre stando al verbale di ricusazione, le avrebbe raccolte in un «lasso di tempo troppo ristretto per essere credibile» e quindi «l’operazione potrebbe non essere stata registrata secondo le convalide previste». In conclusione, secondo gli Uffici circoscrizionali, esisterebbe un difetto non solo formale ma sostanziale. Scritto quanto appena riportato, i giudici hanno ricusato «Forza del popolo» sia nel collegio di Cagliari che in quello del Sulcis, facendola così retrocedere al di sotto della soglia minima – sei su otto collegi – prevista dalla legge. In più, visto che la candidatura a governatore di Maria Rosaria Randaccio era sostenuta proprio e solo dalla lista esclusa, anche la sua corsa elettorale è stata bloccata sul nascere.

Il ricorso Con un lungo video è stato l’avvocato Lillo Massimiliano Musso ad annunciare che «Forza del popolo» – di sui è anche segretario generale politico – si rivolgerà al Tribunale regionale amministrativo per contestare la ricusazione. «Ci troviamo – ha dichiarato – di fronte a un rilievo abnorme neanche sostenuto da quanto previsto dal regolamento sul deposito delle liste». Perché – secondo il suo racconto – «la procedura delle firme, quelle contestate sarebbero una ventina, può avvenire anche in tempi diversi tra la compilazione del modulo e il momento in cui lo stesso è autentificato». A sbrogliare la matassa dovrà essere per forza il Tar, in tempi molti rapidi.
 

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