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I moti e i morti di Buggerru ricordati in Brianza con una mostra e un convegno

I moti e i morti di Buggerru ricordati in Brianza con una mostra e un convegno

Il Circolo “Sardegna” di Monza, Concorezzo e Vimercate propone una esposizione itinerante che toccherà diverse tappe in Lombardia

19 febbraio 2024
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Monza Una mostra e un convegno sulle miniere della Sardegna. È la nuova proposta del Circolo culturale “Sardegna” di Monza, Concorezzo e Vimercate. «Abbiamo organizzato questa iniziativa per ricordare anche in Brianza i fatti di Buggerru del 4 settembre 1904, con i minatori in sciopero per cercare di migliorare le condizioni di lavoro e il salario» spiega Salvatore Carta, di Oristano, da una vita in Lombardia, presidente del sodalizio dei sardi emigrati. «Per sopprimere lo sciopero dei minatori, venne chiamato l'esercito, che non esitò a sparare e a uccidere tre operai, lasciano per terra anche tanti feriti... da questo fatto, il sindacato proclamò il primo sciopero generale nazionale del 1904».

Domenica 18 febbraio 2024 in occasione del convegno, è stato il segretario del “Sardegna”, Mariano Pelliccia, nato a Buggerru, figlio di un minatore di Buggerru, a ricostruire gli avvenimenti storici. Foto e disegni in mostra hanno arricchito la giornata, celebrata nel Liberthub. Ofelia Usai, poetessa di Monza, figlia di un minatore che ha lavorato nelle viscere di Gadoni, ha poi illustrato l’esposizione, raccontando di come le gallerie del rame nella Barbagia di Belvì siano oggi una attrattiva turistica con circa 2.500 visitatori ogni anno. Usai ha anche letto quattro sue poesie dedicate alla miniera di Gadoni e alla Sardegna. Gianraimondo Farina, vicepresidente del circolo e docente dell'università Cattolica di Milano, ha tenuto una vera e propria relazione sul tema. Peppino Mureddu, autore di “L’emigrato sardo”, ex minatore in Belgio, ha raccontato con un suo scritto il duro lavoro di quando gli operai dovevano calarsi sino a 300 metri nel sottosuolo: «entravamo bianchi, ne uscivamo neri, coperti dalla polvere di carbone... la paga comunque era buona» A fare il punto e a trarre le conclusioni, con un excursus storico, è stato lo stesso presidente del Circolo culturale “Sardegna” di Monza, Concorezzo e Vimercate. Salvatore Carta ha chiuso ricordando l’antropologo scienziato Paolo Mantegazza (cui il circolo ha già dedicato un murale a Monza, nel 2014, vicino a quello dedicato a Grazia Deledda, in via Col di Lana) e lo scrittore paladino del sardo Tore Patatu, scomparso nei giorni scorsi.

La mostra, che sarà itinerante, potrà essere visitata sino all’8 marzo 2024 tutti i giorni dalle ore 9 alle 24. Il 10 marzo 2024 tappa a Vimercate, dal 17 marzo al 19 aprile a Monza Cederna e dal 20 aprile al 27 aprile a Villa di Serio Bergamo, nella prestigiosa Sala delle Carrozze. Il 28 aprile alla Casa del volontariato di Monza, nell'ambito della celebrazione de Sa die de sa Sardigna 2024. Dal 10 al 24 maggio nella biblioteca di San Gerardo sempre a Monza per poi approdare al Centro civico di San Rocco a Monza, dal 25 maggio sino a settembre. Infine, a villa Zoia a Concorezzo dal 12 al 22 settembre.

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