Alessandra Todde: «Risultato solido», ma la destra spera ancora: forse mercoledì il verdetto
Regionali, a una settimana dal voto non c’è ancora il dato ufficiale. Attesa per metà settimana la proclamazione dalla Corte d’Appello
Sassari Si apre una settimana che dovrebbe spazzare via dubbi, false notizie, speculazioni che hanno trovato terreno fertile nella mancanza di un dato definitivo e ufficiale sulle elezioni di una settimana fa. La Corte di Appello di Cagliari mercoledì dovrebbe proclamare ufficialmente l’elezione del nuovo presidente della Regione Sardegna e dei 59 consiglieri.
Si attende il verdetto finale sullo spoglio delle ultime 19 sezioni che mancano all’appello. Non di “riconteggio” si tratta, dunque, ma di vero e proprio “conteggio” perché i dati di quelle sezioni ancora mancano al computo finale, Ormai sembra chiaro (quasi) a tutti che il risultato finale non cambierà, ma al massimo si assottiglierà il già esiguo vantaggio di Alessandra Todde su Paolo Truzzu.
«Sono serena e tranquilla - ha detto ieri la nuova presidente della Regione, in una delle tante apparizioni sui media nazionali -. Noi abbiamo un'evidenza di una forchetta tra 1.450 e 1.600 voti».
La stessa consapevolezza ce l’ha anche il centrodestra, tanto è vero che ieri le dichiarazioni sono state più prudenti e anche la deputata di Fdi, Barbara Polo, una degli esponenti dello schieramento del sindaco di Cagliari che dall’inizio aveva manifestato la voglia di ottenere verifiche approfondite, ha attenuato un po’ la propria posizione: «Finché non si chiudono i lavori della Corte d'Appello di Cagliari, non possiamo prendere nessuna decisione. Questa è la linea del partito e non è cambiata. Certo se ieri il vantaggio di Todde su Truzzu si è assottigliato, arrivando a circa 800 preferenze e si era partiti da un distacco di 2600 voti al momento dello spoglio, il 26 febbraio scorso, qualche domanda ce la dobbiamo pur fare».
In realtà non esiste nessun indizio che possa far pensare a un divario ridotto a 800 voti. Il distacco da cui si parte è quello, ufficiale, relativo a 1.825 sezioni su 1.844 secondo cui Alessandra Todde ha ottenuto sinora 331.109 e Paolo Truzzu 328.494. Quindi 2.615 voti di differenza.
Il centrodestra punta non tanto a fare il sorpasso, ma a far scendere il distacco sotto i mille voti: «Mi fa pensare che ci possono essere dei margini per un eventuale riconteggio, ma, lo ripeto, dobbiamo attendere l'esito finale della Corte d'Appello e io mi rimetto alla volontà del partito. La presidente Meloni da Toronto è stata chiara su questo: ora non è il momento di prendere decisioni. E comunque, ogni decisione, spetta al partito».
Attesa dunque. E prudenza. La stessa che professa anche Alessandra Todde che però ricorda come un riconteggio complessivo delle schede sia unipotesi non contemplata: «Aspettiamo quello che ci dirà il tribunale - ha detto - . Per andare contro l'evidenza bisogna fare un ricorso motivato, un riconteggio totale non è previsto dalla legge e bisogna farlo su singole sezioni, con motivazioni valide, e io sono serena e tranquilla».
A sostegno della posizione della nuova presidente della Regione arriva anche una nota del suo staff: «In Italia non esiste un diritto generalizzato al riconteggio dei voti di un’elezione amministrativa. La giurisprudenza amministrativa è assolutamente costante nel senso che chi ha interesse al ricorso, anche un semplice elettore, deve proporre ricorso al Tribunale amministrativo nel quale avrà l’onere di indicare la natura dei vizi denunziati, il numero delle schede che intende contestare e le sezioni cui si riferiscono le specifiche censure mosse».
A una settimana dal voto la certezza sul risultato finale ancora non c’è (e questa non è una buona notizia). Questa certezza potrebbe arrivare tra due giorni e dovrebbe spazzare via i dubbi di questi giorni. (r.pe.)
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