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Nuove quote di Poste ai privati, i sindacati: «In Sardegna a rischio gli uffici dei piccoli comuni»

di Serena Lullia
Nuove quote di Poste ai privati, i sindacati: «In Sardegna a rischio gli uffici dei piccoli comuni»

Duro documento di Slp -Cisl, Slc-Cgil e Uil Poste: «La scelta del Governo per fare cassa impoverisce il tessuto sociale ed economico dell’isola»

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Cagliari La vendita ai privati di nuove fette pubbliche di Poste Italiane rischia di spazzare via i piccoli uffici postali. Quelli nelle frazioni come anche nei piccoli comuni. I sindacati lanciano l’allarme contro l’operazione del Governo annunciata per l’anno in corso. In un documento dai toni durissimi i segretari regionali di Slp -Cisl, Slc-Cgil e Uil Poste Sardegna sottolineano il valore che gli uffici postali hanno in alcune realtà dell’isola. Non solo centri che offrono servizi ai cittadini, ma presidi di vita sociale. «La Sardegna rischia la perdita di decine di uffici postali nelle piccole comunità dell'isola – scrivono i segretari Bruno Brandano per Slp Cisl, Gianna Cossu per Slc Cgil e Alessandro Perra per UilPoste–. Una ulteriore privatizzazione che mette a rischio il tessuto sociale ed economico dell'isola. La privatizzazione rischia di portare alla chiusura di decine di questi uffici privando i residenti dei servizi essenziali di comunicazione e di supporto finanziario che da sempre Poste ha erogato e garantito per tutti  E allo stesso tempo si impoverisce il tessuto sociale ed economico già in affanno della nostra regione». Oggi è in mano pubblica il 65% di Poste Italiane. «Una decisione per fare cassa che non porterà nessun beneficio al risanamento dell’enorme debito pubblico italiano che a dicembre 2023 era di 2.862,8 miliardi». Da qui anche l’appello ai cittadini e ai comuni di essere al fianco dei sindacati «in questa battaglia per difendere il patrimonio comune e ultimo baluardo dello Stato in tutte le piccole e piccolissime realtà locali».

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