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La giunta Todde: dai partiti rose di tre nomi per ogni assessorato

di Umberto Aime
La giunta Todde: dai partiti rose di tre nomi per ogni assessorato

I criteri sono ufficiali: competenze, almeno cinque donne assessore e territorialità omogenea

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Cagliari Alessandra Todde è in Abruzzo, per dare una mano a Luciano D’Amico, il candidato governatore proposto da un Campo largo ancora più largo di quello vittorioso in Sardegna. La neo governatrice è partita per L’Aquila con grande ottimismo: «Sono sicura che domenica gli abruzzesi, come già hanno fatto i sardi, manderanno a casa la vecchia classe politica che ha governato male nell’ultima legislatura regionale e soprattutto bocceranno le Destre, ancora una volta». Da lunedì, invece, riprenderà il filo del primo appuntamento politico che ha in carico come presidente della Regione: la composizione della Giunta.

Sei criteri Come anticipato giovedì dalla Nuova, le regole d’ingaggio sono state decise dal Campo largo, è composto da dieci parti, in una riunione tecnica. Qualcosa di ancora più preciso Alessandra Todde l’ha sottolineato a «Telesardegna», intervistata dal giornalista Anthony Muroni. «Non m’interessa – ha detto – guidare una Giunta dei professori, perché a volte chi ha troppe competenze tecniche non ha poi quella capacità di mediare che invece ritengo sempre necessaria in politica».

Dunque, sarà un esecutivo dal forte timbro politico. È per questo che lunedì o martedì, stando agli accordi raggiunti nella riunione dell’altro giorno, i partiti dovranno presentare alla presidente una rosa (tre nomi al massimo) di quelli che da aprile in poi potranno essere i 12 potenziali assessori. Con altre tre clausole. La prima, gli aspiranti dovranno avere «una comprovata competenza politico-tecnico-amministrativa rispetto alla delega per cui sono stati proposti».

La seconda, dovrà essere «una Giunta in cui la parità di genere sarà fondamentale». Infatti una delle ipotesi è: sei assessori e sei assessore, o come minimo cinque, mentre finora sono state non più di quattro. Terza clausola, dovrà essere «una Giunta in cui i giovani siano ben rappresentati», per dare sin da subito un deciso segnale di svolta. Poi, sempre leggendo lo stesso preliminare, dovrà essere «omogenea nella distribuzione territoriale» e, infine, garantire «riconoscibilità politica anche ai partiti della coalizione che non hanno eletto consiglieri regionali», in questo caso Demos e Fortza paris.

Il non scritto Nel protocollo, invece, non c’è alcun accenno a uno dei dubbi più ricorrenti: sì o no al doppio ruolo di consigliere e assessore? E se dovesse passare il sì, quanti dovranno essere? Non più di tre, è un’altra delle tante indiscrezioni che circolano, per evitare di svuotare troppo il Consiglio. Altrimenti ben presto potrebbe esserci il rischio di mettere in difficoltà la maggioranza nelle sei commissioni permanenti e anche nei lavori dell’Aula». All’inizio della settimana, dunque, alcune caselle della riempite giunta Todde potrebbero essere riempite se non addirittura affollate di nomi.

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