Il Pd vuole 4 assessorati, la presidenza del Consiglio regionale e il numero due della giunta
La direzione Dem riunita a Oristano. Avs chiede ad Alessandra Todde almeno due deleghe
Il Pd riunito a Oristano per l'analisi del voto dopo le elezioni regionali del 25 febbraio vuole fare la parte del leone nella giunta di Alessandra Todde, forte dei numeri - è il primo partito dell'isola con il 13,8% a fronte del 13,6% di Fratelli d'Italia, risultato che doppia quello poco sopra il 7% del movimento 5 stelle - e del sostegno della prima ora alla candidata voluta da Giuseppe Conte ed Elly Schlein. Quattro assessorati, più la presidenza del consiglio regionale e la vicepresidenza della giunta: queste sono le richieste dei dem. Numeri che sono un problema per Todde, che ha già detto che dirà lei l'ultima parola sui nomi proposti dai partiti e che deve far quadrare i conti e soddisfare le esigenze di tutti i partiti del Campo largo, tenendo anche due assessorati per sé come ha già detto di voler fare.
Anche da sinistra arrivano richieste per Alessandra Todde. «Noi di Alleanza Verdi Sinistra abbiamo creduto da subito nel progetto del Campo largo e ne abbiamo fatto parte, senza fuoriuscite e ripensamenti. Abbiamo costruito una realtà politica contribuendo, con quasi 32mila voti raccolti nell'isola (pari al 4,7%), alla vittoria della prima donna presidente della storia dell'autonomia sarda e diventando la terza forza della coalizione». Così, sui social, la consigliera regionale e sindaca di Elmas, Maria Laura Orrù. Un messaggio che arriva alla vigilia degli ormai imminenti incontri bilaterali per la costituzione della giunta regionale di Alessandra Todde: Avs, che probabilmente punta ad ottenere due caselle, e non solo una, nel futuro esecutivo, fa leva sul proprio peso elettorale all'interno della coalizione. Peso che insieme alle altre due forze di sinistra, Progressisti e Sinistra Futura, arriva oltre il 10%: «Siamo riusciti a condividere le nostre idee e i nostri progetti con elettori ed elettrici perché siamo consapevoli che senza un Consiglio regionale forte e coeso, nonostante la legge elettorale sarda preveda l'elezione diretta della presidente, difficilmente è possibile mettere in pratica il programma. Ci aspettiamo tutti una legislatura innovativa, in discontinuità col passato quando si faceva l'interesse di pochi tralasciando tutti. La campagna elettorale è finita, adesso siamo pronti ai fatti», dice senza mezzi termini Orrù. Secondo i bene informati, un messaggio indiretto al Pd, che rivendica 4 assessorati, la vicepresidenza della giunta regionale e la presidenza del consiglio, ma anche a Todde perché prenda le decisioni che anche i piccoli si aspettano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
