La Nuova Sardegna

L’intervista

Ilaria Portas, assessora alla Cultura: «Legge sarda sulla scuola e più valore alla lingua»

di Serena Lullia
Ilaria Portas, assessora alla Cultura: «Legge sarda sulla scuola e più valore alla lingua»

Sul tema del dimensionamento possiamo incidere solo attraverso normative regionali

11 aprile 2024
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Sassari Dinamica e pragmatica. Consapevole di avere tra le mani settori fondamentali per il futuro della Sardegna. Pubblica istruzione, Cultura, Politiche giovanili. Tutti in attesa di risposte. La neo assessora Ilaria Portas, già capo di gabinetto dell’assessorato con Francesco Pigliaru governatore, poche ore dopo la nomina era già nel suo ufficio a studiare. «Ci piace prepararci e studiare perché le questioni da affrontare sono tante e complesse. Non abbiamo la bacchetta magica, ma siamo qui per lavorare con impegno per dare risposte ai giovani, ai sardi e alle sarde». A partire dalla scuola, da cui passa «la vera indipendenza della Sardegna».

Due i mali della pubblica istruzione per i quali trovare una cura. Dimensionamento e dispersione. «Sul primo a oggi le scelte sono dettate dalla legge nazionale che è finalizzata alla razionalizzazione della spesa – spiega l’assessora – con la riduzione delle autonomie dirigenziali. Al momento non abbiamo la forza di opporci perché alla Regione spetta una legislazione concorrente in materia. Da subito lavoreremo per approvare in questo quinquennio una legge sarda sulla pubblica istruzione, come altre regioni a statuto speciale, Trentino e Valle d’Aosta, che tenga conto delle caratteristiche del nostro territorio».

Sulla continua emorragia di alunni l’assessora Portas non si nasconde. «Un altro tema caldo da affrontare con il numero di alunni che si riduce in parte per la denatalità e in parte per l’elevata percentuale di abbandono, con studenti che non completano il ciclo di studi e lasciano la scuola. Già nella legislatura 2014-2019 erano state messe in campo importanti azioni con Tutti a Iscol@, l’Osservatorio sulla dispersione e le attività di monitoraggio. Dai risultati di quelle attività bisogna ripartire per elaborare soluzioni davvero incisive. Inutile proporre idee calate dall’alto senza realmente sapere cosa non va e su cosa si deve intervenire». Tra gli impegni dell’assessora c’è poi la valorizzazione della lingua sarda «a cui tengo in modo particolare».

Portas si definisce orgogliosamente bilingue. «Parlo correntemente italiano e sardo e anche durante la campagna elettorale ho sempre rilasciato interviste nelle due lingue. Nei prossimi cinque anni intendiamo adottare iniziative e azioni che portino realmente la lingua sarda a essere utilizzata e valorizzata a scuola come nelle attività quotidiane». E a chi pensa che investire in cultura non generi reddito, replica convinta.

«Sbagliato, e molti studi lo dimostrano. Noi intendiamo valorizzare la cultura nella sua complessità, la musica come il cinema, per farne un motore dell’economia sarda – conclude l’assessora Portas –. Servono i giusti investimenti economici. E la cultura può diventare un importante strumento per creare nuove professionalità. E in questo diventa centrale il ruolo degli Its insieme alle cinque fondazioni sarde».

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