La Nuova Sardegna

Il caso

Le guide turistiche sono sempre meno, per gli alunni sardi il tedesco è difficile e le scuole non attivano i corsi

di Luigi Soriga
Le guide turistiche sono sempre meno, per gli alunni sardi il tedesco è difficile e le scuole non attivano i corsi

Alberghiero e polo tecnico Devilla di Sassari non riescono a formare le classi. I dirigenti: «I ragazzi non capiscono che questa lingua in Sardegna è strategica»

08 maggio 2024
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Sassari In Sardegna chi conosce la lingua tedesca potrebbe avere una marcia in più sul versante occupazionale. Basti vedere l’allarme lanciato dalle guide turistiche, sempre meno, sempre più avanti con l’età, e costrette talvolta a rifiutare lavori dai tour operator perché la domanda supera l’offerta. Eppure negli istituti superiori a indirizzo linguistico, o economico-ricettivo, gli alunni si ostinano a snobbare i corsi di tedesco, concentrandosi invece sui più gettonati inglese e spagnolo. Il risultato è che rarissime scuole riescono ad avere le adesioni sufficienti a formare una classe e ad attivare le lezioni di tedesco.

Un esempio tra tutti è il Polo Tecnico Devilla di Sassari, un istituto in enorme crescita, con sempre più iscritti e un ampio ventaglio di scelta didattica. Eppure, anche qui, il tedesco non decolla. «Ci abbiamo provato in tutti i modi a lanciare questa lingua – spiega la dirigente Nicoletta Puggioni – e a far capire le potenzialità del tedesco. Ma niente da fare. I ragazzi non ragionano in prospettiva, ma sul presente e pensano alla scelta più semplice. Così mettono da parte il tedesco, più complicato nella grammatica e nella pronuncia, e preferiscono proseguire con le lingue che hanno già studiato in precedenza». Insomma, non si esce dal binomio inglese-francese o inglese-spagnolo. «E quando in terza hanno la possibilità di includere una terza lingua, il tris resta comunque invariato: inglese-spagnolo e francese».

Anche l’istituto Alberghiero, che dovrebbe sfornare il personale per i servizi turistici-ricettivi, ha issato bandiera bianca: «Sono dirigente scolastico da quattro anni – dice Antonietta Piras – e finora non sono ancora riuscita a raccogliere 20 iscrizioni utili a formare la classe di tedesco. Abbiamo la cattedra, ma non raggiungiamo il numero di alunni. Questo nonostante gli sforzi durante l’orientamento scolastico, e le informazioni date alle famiglie». Così il docente di tedesco viene dirottato per ore di sostegno o per altre attività. Invece si insegna tedesco al liceo linguistico Castelvì: «Abbiamo cinque classi – spiega il dirigente Gianfranco Strinna – e anche il prossimo anno avremo una prima. Nel corso internazionale spagnolo abbiamo anche altre tre classi che fanno tedesco come terza lingua, in tutto otto classi e un’ottantina di allievi che studiano tedesco. Gli insegnanti sono eccezionali, ma nonostante questo si fatica ancora a formare la classe. Ai ragazzi non entra in testa l’importanza del tedesco in Europa e ancora di più nel settore turistico della Sardegna».

Su questo fronte è più attivo il nord ovest dell’isola, con gli istituti Ipsar Costa Smeralda e il liceo Gramsci di Olbia, dove esistono corsi di tedesco. «I ragazzi e le scuole dovrebbero anche puntare di più sul francese – avverte Sophie Vannucchi (Guide turistiche della Sardegna) – c’è tantissima richiesta da parte delle comitive che provengono dalla Francia, Svizzera, Belgio e Canada francese e si fatica a coprire il servizio. Parliamo di turisti estremamente organizzati ed esigenti, che arrivano in bassa stagione, e spendono per conoscere la cultura, le tradizioni e la storia dell’isola. Sarebbe molto grave non venire incontro all’esigenza degli unici turisti in grado di allungare la stagione».

Purtroppo l’esiguo numero di studenti di tedesco alle superiori, si riverbera poi nel percorso universitario: «Nel nostro Dipartimento – spiega la direttrice Lucia Cardone – il tedesco è, insieme al Francese, la terza lingua più studiata dagli iscritti di Mediazione linguistica e culturale». Una scelta quasi automatica da parte degli studenti, che mettono al primo posto ancora una volta l’inglese e lo spagnolo. Non focalizzandosi invece sulla peculiarità del contesto turistico sardo, dove tedesco, russo e francese potrebbero avere un maggiore riscontro.

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