La Nuova Sardegna

Il report

Maghi e cartomanti, in Sardegna un giro d’affari choc

di Andrea Massidda
Maghi e cartomanti, in Sardegna un giro d’affari choc

I sardi che nel 2024 si sono già rivolti a fattucchiere, veggenti e stregoni sono già 165mila: i dati dell’Osservatorio Antiplagio

15 maggio 2024
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Cagliari Divinazioni ricavate attraverso la lettura delle carte o semplicemente da una data di nascita, riti propiziatori per ottenere un posto di lavoro o guarire da una malattia. Ma anche formule magiche richieste con l’obiettivo di assicurarsi l’amore di qualcuno e inquietanti liturgie finalizzate a togliere (e a lanciare) il malocchio. Per quanto sembri incredibile, nell’anno del Signore 2024 sarebbero ben 165mila i sardi che si sono rivolti agli operatori dell’occulto: veggenti, maghi, stregoni e cartomanti che promettono soluzioni in grado di risolvere sofferenze sentimentali, problemi di salute, conflitti lavorativi e drammi esistenziali. Tutto in cambio di soldi, ovviamente. Molti soldi. Denaro non tracciato.
È quanto emerge dall’ultimo rapporto dal titolo “Magia, pseudoscienze, intelligenza artificiale e altre dipendenze” elaborato dall’Osservatorio Antiplagio, attivo dal 1994. Un dossier stupefacente sul rapporto perverso tra gli italiani e il mondo dell’occulto presentato nei giorni scorsi a Torino.


Giro d’affari choc La situazione in Sardegna lascia a bocca aperta. L’isola risulta infatti terreno fertile per certe pratiche, piazzandosi al quindicesimo posto a livello nazionale per quanto riguarda la spesa pro capite e per il numero degli operatori dell'occulto. «I sardi – spiegano Giovanni Panunzio e Alfredo Barrago, rispettivamente fondatore e presidente dell’Osservatorio Antiplagio – sborsano 88 milioni di euro all'anno per farsi predire il futuro e per risolvere le angosce che li attanagliano. Secondo i nostri calcoli, 8 milioni di euro li spendono direttamente negli studi dei maghi e oltre 80 milioni di euro nei consulti online o telefonici». La spesa media di ogni sardo coinvolto in questo genere di riti sarebbe di 500 euro all'anno. Una cifra pazzesca, per quanto inferiore a quella fatta registrare nell’insospettabile Lombardia o in Campania e nel Lazio.


Magia in nero Tantissimo denaro, dunque. «E per di più – continua Panunzio – denaro che nel 98 per cento dei casi risulta incassato in nero, rivelando la più alta evasione fiscale in assoluto rispetto a qualsiasi altra attività». Sempre secondo il Rapporto, soltanto il 2 per cento dei clienti afferma di aver ricevuto un documento attestante il pagamento.

Contesto sociale Nel commentare la loro indagine, Giovanni Panunzio e Alfredo Barrago non usano mezzi termini: «In un contesto sociale caratterizzato da costanti incertezze, dove il vivere quotidiano continuamente inciampa su disagi economici, psicologici e mancanza di saldi punti di riferimento, l’esercito dei maghi si frega le mani, giocando sempre senza scrupoli con le debolezze collettive».


Identikit del cliente Ma chi sono le persone che si rivolgono a sedicenti maghi e cartomanti? Da quale strato sociale provengono? «Il 68% delle persone che cadono nelle trappole esoteriche sono donne, percentuale assolutamente trasversale a ceti sociali, condizioni economiche, età o livello culturale», chiarisce Panunzio aggiungendo che «la debolezza e la disperazione nei momenti difficili è l’unico comune denominatore che lega questa fitta schiera di umanità che davanti a truffe, raggiri e soprusi di ogni genere, abusi sessuali inclusi, raramente denuncia: solo il 3 per cento sopraffatta dal senso di vergogna o paura di ritorsioni, minacce e ricatti».

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